
Il più grande spettacolo dopo il Big Ben… è all’EUIC, con la Reg F
Un Europeo con risultati senza precedenti innalza l’onda dell’entusiasmo per il futuro
MAJOR REPORT
Francesco Bulzis
2/19/202614 min read
Parafrasiamo una delle canzoni più famose di Jovanotti per riassumere questi European International Championships: la bandiera tricolore e quella del Team Aqua sventolano maestose. I Campionati Internazionali Europei, per gli amici EUIC, portano con sé un turbinio di emozioni e di cambiamenti rispetto i predecessori latinoamericani: un cambio di anno solare, un cambio di regulation e, guardando al futuro prossimo, la prima generazione in doppia cifra.
La decima gen coinciderà con due eventi uno più importante dell’altro: il trentesimo anniversario di questo meraviglioso brand e l’arrivo di Pokémon Champions, con tanto di passaggio da tera a mega già preventivato a più riprese. E guardando in casa nostra? Beh, la grande nuova è l’arrivo di Joji Kaieda, al secolo Suica: dal Sol Levante, con salto canguresco in Australia, si aumenta ancora il respiro mondiale della nostra famiglia.


“Respiro mondiale”: queste due parole possono offrirsi come efficace riassunto di questo torneo di Londra, a ben pensarci. Ai nastri di partenza si sono presentati la bellezza di 1455 giocatori, un record senza precedenti, tutti con la stessa certezza: la nazione da battere è l’Italia.
D’altronde il dominio del meta europeo è senza appello: l’incredibile streak di 5 vittorie italiane su altrettanti tornei disputati è la conferma di una centratissima riflessione di Andrea di Tivoli: l’integrazione di importanti nomi stranieri – Edu Cunha e Suica, ad esempio, hanno un curriculum che li precede – ha sensibilmente alzato il livello degli allenatori nostrani, ispirati da questi campioni, finendo sotto analisi proprio dagli stessi che prima guardavano dalla distanza.
Insomma, lo specchio (licenza poetica, in realtà è un ritratto) di Dorian Gray racconta uno stato di salute brillante… ma se non è oro tutto ciò che luccica, figuriamoci una lastra di vetro: cosa racconta il riflesso, lo stesso che in Oscar Wilde alla fine si rivelò una condanna? Ci dice che in questo sesto regolamento, prendendo l’ordine alfabetico, si ripartirà quasi da zero: questa nella capitale inglese è l’ultima gita al faro Teracristal come meccanica di lotta principale, nonché l’ultimo saluto a Scarlatto e Violetto, con probabilmente il solo Regionale di Siviglia a permanere in questi lidi – mentre Praga dovrebbe già indossare il nuovo vecchio abito della Megaevoluzione.
Quindi ciò che è stato sin qui, e che ha regalato molte gioie, chissà se potrà essere usato per una F 3.0. Approfittiamo, dunque, del racconto di questo torneo britannico per fare il punto della situazione in vista del domani.
“Oh, Pio Pero, Pio Pero, perché sei tu Pio Pero? Rinnega la usage e tieni pure la protect”
La top usage non si smentisce mai: rimane la fotografia più efficace della competizione sotto analisi e dell’andazzo generale della stagione competitiva. Ciò che comunica è eloquente ed è una conferma delle previsioni della vigilia: con qualche variazione rispetto al suo ritorno, la Regulation F porta al grande ballo del Regno Unito dei “magnifici sei” che ribadiscono la loro ambizione di proporsi come porto sicuro di questa fase di meta 2025-2026.
Permettetemi di calcare la mano su un discorso già noto, quello che riguarda Incineroar. È vero, ne abbiamo già parlato in varie salse, ma c’è un dato che salta all’occhio: la sua percentuale di utilizzo. Prima di questo torneo si assestava su un 55.6%, dato che si avvicinava quasi all’onnipresenza, mentre la presenza media subisce un calo in quel di Londra: in proporzione, mentre prima era certo di vedersi una volta ogni due team, ora invece non gode più di questa certezza.


Sorprende? In un certo senso sì: lo starter Fuoco/Buio di Alola, soprattutto con i supporti giusti, poteva tranquillamente competere con Leggendari e Paradossi – gli stessi che ora lo mettono in discussione. Cede lo scettro di più pokémon più utilizzato non a un collega qualunque, quell’Urshifu Stile Pluricolpo che sicuramente non soffrirà il passaggio di meccanica e di piattaforma videoludica.
La messa in discussione più importante degli assiomi che ci hanno accompagnato sin qui arriva dal match del Team Aqua passato davanti le telecamere durante il day 1: Francesco Pio Pero, per gli amici Cicciot, ha potuto mostrare l’esordio della nuova divisa del Team Aqua a questi Internazionali. E soprattutto ha mostrato che il vecchio detto di derivazione calcistica “la miglior difesa è l’attacco” è ancora assolutamente più che valido. I calciofili e le calciofile saranno d’accordo nell’asserire che la nostra tradizione di “gioco da contropiede” sia ancora una solida certezza.
A supporto della tesi un altro dicorso del nostro Diddy, che può porsi come vademecum di base su come affrontare il nuovo metagame fatto di Champions e Megaevoluzioni: si decide tutto sulla lead; vedendo chi per primo scende in campo si scelgono le strategie da adottare. Un gioco di contropiede, appunto, che è stato la chiave della vittoria del nostro Francesco contro il brasiliano João Felipe.
Cicciot bagna l’ingresso in campo con Thundurus e Ting-Lu, contro Moltres di Galar e Crinealato. Già qui sorge una riflessione: di quattro Pokémon in campo, solo uno è tra i dodici più usati della prima fase. E non sarà quello a beneficiare della “cristalizzazione”, affidata all’uccello leggendario, che vede rafforzarsi la sua parte Buio. Grazie anche all’ingresso di Arcanine di Hisui, la cui Prepotenza ovviamente garantisce un drop di Attacco per gli opponenti, il sudamericano si porta in vantaggio di due kill in pochi minuti.
In questo momento, tuttavia, cambia la partita. Cicciott tera Acciaio il Dragonite che aveva già mandato in campo, lo affianca a Vampeaguzze e opta per Gridodilotta: il paradosso di Entei guadagna un boost, il drago si vede annullare il nerf. Dimezzato lo svantaggio con il K.O. di Moltres, l’italiano sfrutta a proprio vantaggio la doppia paralisi che ferma Vampeaguzze: Dragonite decide di occuparsi lui della neoentrata Ogerpon Maschera Pozzo, altro top usage sceso in campo. Prima Squamacolpo, portato ai cinque colpi massimi grazie al Dado Truccato, e poi Extrarapido mettono in difficoltà l’orchetto di Nordivia, a cui è stato concesso soltanto di proteggersi per turno prima di lasciare il campo.
Con un pizzico di fortuna lo pseudo-leggendario regge la Pietrataglio di Arcanine, prima che anche quest’ultimo saluti. Cicciot protegge prima il suo paradosso per poi assestare il colpo decisivo a Crinealato, concludendo la disputa. Il drago di Kanto, quindi, è sicuramente una delle chiavi di questo sestetto: oltre quanto già riportato, vanno aggiunte Metaltestata e Protezione al moveset; con anche l’abilità Multisquame, Dragonite voleva rimanere in campo quanto più possibile, counterando anche uno dei suoi più grandi punti deboli (il trittico composto da Folletto, Ghiaccio e Drago).
La lead di Francesco è emblematica del suo piano partita e della sua filosofia di gioco: Thundurus scendeva in campo con il dichiarato intento di mettere all’angolo il suo opponente, come già testimoniano Burla e l’Anonimanto. Le quattro mosse sono tutto un programma, come si suol dire: Tuononda, Elettromistero e Provocazione per imporre la propria legge sul campo (quella che “io ti metto in difficoltà ma tu non puoi”), Tempesta Tonante per cogliere i proverbiali due piccioni con una fava. Non è da meno Ting-Lu: oltre la sua abilità peculiare, il Ciondolochiaro accompagna Terremoto, Colpo Infernale, e le due coverage per eccellenza Terascoppio e Protezione.
La protect è anche la firma di altri due autoctoni paldeani (in realtà uno non esattamente, per lore, ma si passi quest’altra licenza poetica): Vampeaguzze e Chien-Pao. Il primo ha effettivamente avuto un ruolo piuttosto decisivo nel match contro João Felipe, grazie al suo centrato ruolo di support: Vastoimpatto e Marchiafuoco completano il quadro sopra descritto. Quest’ultima è una scelta curiosa, in quanto certifica la voglia di assestare quanti più danni possibili anche con il Paradosso passato. Una valida alternativa sarebbe Nitrocarica: garantirsi lo speed control permetterebbe di calcare la mano ancor di più sul fornire supporto.
Dal canto suo il “leopardo delle nevi” non poteva che essere il giusto complemento, grazie alla sua build orientata al guadagno dell’upper hand (o a toglierla all’avversario, grazie a Vortighiaccio): tra priorità da Sbigoattacco e la possibilità di ignorare le altrui statistiche con Spadasolenne, il guadagno del vantaggio era quasi immediato e il Focalnastro previene uscite premature.
Non ce ne vorrà il buon Urshifu (ovviamente nella sua veste acquatica), ma sarà anche lui d’accordo che non ha bisogno di presentazioni di sorta. Così come si è concordi nell’asserire che la bontà di questa costruzione di squadra sia confermata dal fatto che il nostro Flavio “Pado” del Pidio (top 32 di questo torneo) l’ha riproposta senza modifiche di sorta. Per il titolo di questo paragrafo abbiamo scomodato il rappresentante per eccellenza della letteratura anglica per sintetizzare lo stile di gioco di Pio Pero: contro le certezze che si sono cementificate sin qui, per affrontare le sfide andando a smentire le previsioni. Un po’ come Romeo e Giulietta nel capolavoro di William Shakespeare.
Orgoglio e pregiudizio: il diavolo veste prato e si nasconde nei dettagli
Il mancato utilizzo di Ogerpon come il brasiliano l’aveva pensato ha deciso il match appena analizzato: il leggendario di Nordivia avrebbe dovuto essere la redirector, come testimonia il suo Sonoqui, ma la sua sconfitta prematura non le ha permesso di essere il fulcro attorno a cui setuppare tutte le mosse. Un’ulteriore conferma di come basti un singolo episodio per indirizzare un game e che arriva dal day 2 (come nel quarto di finale tra Roberto Parente ed Eric Rios), giornata che ha visto giocarsi un match in meno: come da tradizione recente anche questi Internazionali Europei hanno aumentato le partite del primo giorno da otto a nove.
Secondo giorno che si è aperto anch’esso nel segno del dominio dell’Italia: oltre a presentare gli unici 10-0 di questo torneo (conditi da altri risultati al limite dell’impronosticabile sul 9-1 con Del Pidio, Fazio, Parente e Pagano) il derby tra Francesco Pio Pero e Giuseppe Musicco garantiva anche un matematico ingresso di un giocatore tricolore in Top cut.


E così come è stato dedicato un focus a Cicciot, l’uomo delle scelte non scontate, è finalmente il turno di una di queste scelte non scontate, già presentata poco più su: Ogerpon, nella sua variante di tipo Acqua. “Scelta non scontata” perché, come testimonia la sua percentuale media di utilizzo, è dietro presenze quantitativamente più frequenti (due su tutti i già citati sempiterni Urshifu e Incineroar, che con la fase 2 si sono scambiati i primi due posti della top usage). Insomma, si ripresenta l’antica dicotomia tra quantità e qualità. A Birmingham la variante con il mantello azzurro era partita come quinta scelta per poi terminare decima, vedendosi superata dalla sua versione di tipo Fuoco. Questi Campionati Europei non hanno variato lo spartito, nonostante una sua costruzione che sembrava rispettare le ipotesi che facevamo all’annuncio del ritorno della Reg F – e per cui vi rimandiamo all’articolo di Beatrice e Fausto.
Proprio quest’ultimo è stato anche giocatore nella manifestazione inglese di quest’anno, portando questa forma di Ogerpon nel suo sestetto. Il parco mosse scelto dal nostro Fausto è eleggibile come esempio non convenzionale di come buildare il pokémon con le maschere: Clava di Liane, Sonoqui, Agodifesa e Virgorcolpo. Il nostro “in arte Mozart” ha optato per quest’ultima – tendenzialmente lontana dalla definizione di “opzione principale” per la scelta di una mossa da inserire – in modo tale da spingere molto sulla STAB Erba, mentre solitamente al suo posto si vede Legnicorno: il recupero di PS chiaramente permette di estendere la durata della sua permanenza sul terreno di gioco.
Va da sé che il ragionamento si costruisce da solo: l’orchetto è costruito per essere il perno attorno a cui far girare tutti gli ingranaggi del proprio sistema. Lo si pensava, lo si è visto… lo si userà? La domanda è lecita: presumibilmente smetterà di essere un leggendario item lock (con le Maschere) in un meta che lo diventerà con le Mega. Inoltre, in un competitivo dove i dettagli per vincere si annideranno nelle abilità, lei avrà la sua bloccata: come ben sappiamo, l’unica scelta possibile è Agonismo.


Il diavoletto tornerà a vestire prato, presentandosi verosimilmente quasi solo nella sua forma Erba. Continuerà effettivamente a dire la sua? Cederà ai pregiudizi che la vorrebbero fuori dai giochi? Oppure avrà un moto di orgoglio e si vedrà ancora sui palcoscenici che contano? Ai posteri, e alle future analisi, l’ardua sentenza. Magari senza nuove contaminazioni dalla letteratura contemporanea statunitense per un’altra pietra miliare della novelistica inglese, quella di Jane Austen.
A un passo dal Paradiso Perduto: alzati maestosa, onda del Team Aqua!
Come Giratina si avvicinò troppo ad Arceus e fu bandito nel Mondo Distorto, e come Lucifero si avventurò troppo in alto nell’epica di John Milton, la nostra grande onda si infrange sulle falesie delle coste americane. Nel torneo più grande della storia, abbiamo scritto la storia: sia il nostro Francesco Pio Pero che il suo conterraneo, e altro grande orgoglio del Team Aqua, Roberto Parente si fermano a una incredibile semifinale che vale l’invito al Mondiale di quest’anno. In un altrettanto gloriosa Top 8 ci arriva Davide Fazio, già campione online nella precedente Reg H e voglioso di salutare al meglio la gimmick che gli ha dato grandi soddisfazioni. I nostri tre ragazzi non sono stati solo i migliori tra gli italiani: guardando la classifica finale si sono imposti addirittura su tutti gli europei, sopra mostri sacri come un rispolverato Rios.


Il nostro Davide si congeda dalla Teracristallizzazione pescando a piene mani dalla top usage e con il suo tocco d’artista che merita, anche alla luce del suo traguardo, un suo focus. Potremmo usare una classica musicale e dialettica per riassumere il suo team: toccata e fuga. Complice la batteria che fedelmente lo accompagna, è Rillaboom a dettare i tempi indossando anche il Corpetto Assalto: settando il Campo Erboso si garantisce la priority di Erboscivolata (ad appannaggio anche di Ogerpon), per poi elargire “carezze” con Bruciapelo e Mazzuolegno; Retromarcia è per ritirate strategiche utili a resettare le carte sul tavolo di gioco (ogni riferimento a Indeedee non è puramente casuale).
L’appena menzionato orchetto di Nordivia si veste di rosso e punta su un’unica toccata, quella della sua Clava di Liane di fiducia: Danzaspada parla da sola. Il fil rouge (pun intended, come dicono Oltremanica) che la lega ai suoi commilitoni è la protect, presente nei set anche di Urshifu (indovinate quale dei due?), Furiatonante (un pezzo da novanta, vedasi analisi finale) e Landorus Forma Incarnazione. L’orso aveva la pretesa, a ragion veduta, di fare il bello e il cattivo tempo: terando Astrale e affidandosi al Focalnastro era sicuro di non venir cacciato tanto facilmente, rendendo al contempo le sue STAB Idroraffica e Zuffa ancor più devastanti; anche per lui non poteva certo mancare la mossa di priorità, dinamica affidata ad Acquagetto.
Il leggendario di Unima, di converso, si era cucito il ruolo di attacker a sorpresa: nascosto dietro un sostituto, e pronto a estirpare le erbe che lo minacciavano con la superefficacia grazie alla coverage veleno, l’Assorbisfera (forse lo strumento principe della H, e che ovviamente Davide si è portato nella nuova reg) potenziava una già inverosimilmente forte Geoforza. Un attacco: gioco, partita, incontro.
L'Incineroar support nella sua declinazione priva di mossa Fuoco, infine, salta all'occhio soprattutto per lo strumento e il Teratipo: Baccanaca e Spettro, rispettivamente, per nullificare le minacce rappresentate da Terra, Lotta e Acqua.


Il nostro Bobby, dalla lucida follia e anche lui dalle decisioni da vero outsider, porta sei pokémon guidati da un Urshifu che sfiora non ironicamente il divino: passare con certezza attraverso le barriere protettive avversarie con tre brutti colpi garantiti e un incremento della Velocità (Stolascelta, cara mia, ridurrai le opzioni a una sola ma non si può non indossarti…) equivale praticamente a partire con una kill di vantaggio. Se poi gli si affianca Ogerpon con la Maschera Focolare, per la redirection (marchio di fabbrica anche della sua Indeedee) e poi colpire calcando la mano sui crit (con tanto di Rompiforma), ecco che i giochi sono fatti.
Se avesse assistito ai match, da buon padrone di casa sir Arthur Conan Doyle attribuirebbe il ruolo di “mastino dei Baskerville” a Capoferreo (oltre che per vaghe somiglianze visive): oltre la classica sempreverde accoppiata Protezione-Terascoppio – con quest’ultima che può diventare di tipo Acqua annullando la minaccia rappresentata dal Fuoco e dal Buio – la peculiare Tachiontaglio spazza via i sostituti e Vastenergia copre entrambe le slot avversarie. A permettergli di spadroneggiare in campo è Indeedee, versione femminile, nelle vesti dell’assistwoman (riprendendo un altro termine calcistico) perfetta: setta il Campo Psichico, restituisce i danni con il Bitorzolelmo, spariglia le carte con la Distortozona, e completa l’opera sia con Altruismo che con Magibrillio (potenziato dalla tera Folletto).
Chiude il team il fautore della vittoria di prestigio contro il succitato spagnolo Eric Rios: Regidrago, detto anche “bomba draconica”. Non lo si può definire in altro modo considerando la sua abilità caratteristica Dragomascelle, l’Assorbisfera, la sua peculiare Dragoenergia, Geoforza come coverage, e le classiche Dragobolide e Protezione. Con Acciaio come potenziale teratipo né le fate né il freddo, e né ovviamente altri dragoni, fanno più paura. Il nostro Roberto l’aveva sapientemente giocato come ultima risorsa nel suo match tramesso in streaming, praticamente vincendo contro l’iberico ancor prima di concludere i suoi turni con il leggendario introdotto in ottava generazione.
Raccolti “prove e indizi”… cosa ci lascia la patria di Sherlock Holmes?
La finale di questi EUIC si è tinta di “stelle e strisce”, con Paul Chua che si aggiudica dominando il derby americano con Zachary Weed. Le scelte di peso (la Forza Equina di Rillaboom, l’Ogerpon di fuoco con la sua build migliore, l’Incineroar support, le classiche STAB di Urshifu, un Furiatonante potenziato da Calmamente e il Ventogelato di Crinealato a coprire entrambe le slot) sono valse il titolo europeo. È la chiusura di un cerchio: il campione di questo torneo, l’ultimo terando, è lo stesso del primo giocato con la meccanica di nona generazione. “Tutto è cominciato da qui, e tutto da qui ricomincerà”.
La scelta che più di tutte salta all’occhio, e che a conti fatti si carica ancor di più di velleità archetipiche, è l’assegnazione dello strumento al paradosso di Raikou: gli Avanzi. Nulla di trascendentale, ma semplicemente una conferma di quanto l’articolo di cui sopra di presentazione della F aveva già ipotizzato: un balance così non può che dominare. Il detective per antonomasia soleva affermare che “togliendo ciò che è impossibile il resto, per quanto possa sembrare assurdo, non è nient’altro che la verità”.
L’impossibile è chiaramente non vedere la giraffa impartire la propria legge anche sulle mega (già che le tera si ritiranno per elaborare il “trauma” inferto loro dal paradosso Elettro/Drago), l’assurdo è vederlo giocato sia senza la sua Capsula Energetica che il sole, e la verità è che quei 125 punti statistica per la salute e i 137 per l’Attacco Speciale non hanno strettamente bisogno di boost(er energy) di sorta. A maggior ragione considerando che andare oltre l’ultimo stadio evolutivo tutto cambia fuorché i PS. Tracciando la linea del totale, abbiamo i favoriti (sciorinati durante questo viaggio di racconto e analisi) a continuare il loro dominio sul competitivo di questa stagione.
In definitiva, cosa ci lascia questo Europeo? Direi che la risposta migliore è del nostro Fausto Terrana: “partecipare all'EUIC è sempre prendere parte ad una grande festa; quando si aprono le porte della venue il primo giorno, ci sono tutti i judge disposti al corridoio all'entrata che applaudono a tutti i giocatori come per dire "ce l'hai fatta!"… e anche se questi non sono i Mondiali e non hanno requisiti di accesso specifici, è un momento che emoziona sempre”.
E di emozioni ne abbiamo vissute anche noi da casa con il tifo e io che ho l’onore di raccontare una tre giorni indimenticabile. Ho il piacere di scrivere di compagni di squadra eccezionali capaci di farci emozionare ogni volta di più, di farlo con uno stile che auspico piaccia a chi ci legge e ci supporta, e con l’augurio, per tutto il Team Aqua, di continuare su questa stessa… lunghezza d’onda. “Nell'aria c'è la passione per i Pokémon, indipendentemente dai mondi e dai background di partenza, dal livello e dalla competenza. E alla fine è proprio questo ciò che mantiene la fiamma alta e ardente”. Appuntamento al prossimo torneo!
Un sentito ringraziamento a Fausto – “Mozart9438” – Terrana per il prezioso contributo dato dal campo e per il suggerimento della frase tratta dal film Pokémon 2000 come commento alla finale.

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