The Great Wave of Joji Kaieda

INTERVISTA

Elena La Verde

1/22/20269 min read

Prendi la conoscenza dell’Occidente e il modo di intendere dell’Oriente.

È questa la filosofia che il Team Aqua ha deciso di abbracciare quest’anno in modo deciso.

E con l’arrivo di Joji Kaieda in squadra, il Team Aqua ha scelto di dimostrarlo.

Annunciato al mondo in modo del tutto inaspettato verso la fine dello scorso anno e gli inizi di quest’anno, il suo arrivo ha ricordato un po’ The Great Wave of Kanagawa - La grande onda di Kanagawa in italiano - dipinta da Katsushika Hokusai.

The Great Wave of Joji Kaieda, la grande onda di Joji Kaieda, è la vera rivelazione di questo inizio anno, pronta a travolgere il Team Aqua e a guidarlo verso un inedito sbarco in Oriente. Si tratta di un nuovo capitolo, un punto di svolta, che riscrive i confini di gioco e passione, e coniuga orizzonti non ancora esplorati, conosciuti ed intesi.

Occidente ed Oriente: due mondi lontani, due prospettive differenti.

Eppure, per essere completi bisogna imparare a conoscere ed intendere entrambi.

Joji Kaieda ci insegna proprio questa idea.

Dal Giappone, attualmente è in Australia.

Si muove tra Oriente ed Occidente, ma facendo quel passo in più.

Joji Kaieda guarda al mondo nella sua interezza.

E, in questa lunga e intensa intervista, me lo ha fatto capire, raccontandosi, facendosi conoscere e provando a farmi cogliere il suo modo di intendere realmente il mondo.

Konnichiwa, Joji! Un caloroso benvenuto nel Team Aqua. Vorrei iniziare con una domanda semplice, ma sincera: come ti senti? Ti saresti mai immaginato tutto ciò che stai vivendo attualmente? Se potessi guardarti indietro, cosa proveresti nel raccontare al Joji bambino dove sei arrivato oggi?

Ho sempre amato i Pokémon fin da quando sono bambino. Se potessi tornare indietro e avere la possibilità di parlare con una versione di me più giovane, raccontandogli che un giorno avrei avuto l’opportunità di conoscere così tanti giocatori da tutto il mondo e persino di entrare a far parte di un team italiano, sono sicuro che non mi avrebbe mai creduto. Ad essere onesto, non mi sembra ancora del tutto vero, ma voglio fare tutto il possibile per contribuire al meglio nel team.

Sei appena entrato ufficialmente al Team Aqua. Il mio pensiero corre istintivamente a La grande onda di Kanagawa, dipinta da Katsushika Hokusai. Si può dire che la tua “grande onda” sia stata la vera rivelazione di quest’anno finora. Il tuo ingresso ha colto di sorpresa l’intera community. Cosa hai pensato in quel momento, quando tutto è diventato ufficiale?

Tutto questo mi ha dato una carica incredibile: ora sento di voler vincere ancora più di prima. Onestamente, ho sempre pensato che uno stile più libero e indipendente fosse quello più adatto a me, ma entrando a far parte di un team, sento di poter ottenere qualcosa di davvero significativo. Voglio dare il massimo per dare slancio e far crescere le attività del Team Aqua, insieme a tutti gli altri.

La tua carriera ti ha portato ben oltre i confini nazionali. Porti con te un bagaglio di esperienza straordinario, avendo gareggiato praticamente in tutto il mondo, dal Giappone alla scena internazionale.

Confrontandoti con avversari così diversi tra loro, cosa hai imparato riguardo ai differenti approcci competitivi e culturali? Quali differenze riscontri, soprattutto nell’approccio mentale, quando gareggi nel circuito giapponese e nel circuito “occidentale”?

Dal punto di vista competitivo, ho iniziato a partecipare ai tornei Regionali TPCI (The Pokémon Company International) nel 2024, e ho percepito subito che c’era una differenza netta tra il Giappone e i formati OTS/CTS (Open Team Sheets / Closed Team Sheets).

Le abilità richieste sono completamente diverse, quindi non posso affrontare i match con lo stessa mentalità che avevo quando gareggiavo in Giappone. Anche in un contesto in cui l'avversario conosce già quasi tutto di te grazie all'OTS, do moltissima importanza nel ricercare un tocco di originalità all'interno di questi paletti.

Per quanto riguarda l'aspetto mentale, non sono mai stato un giocatore dalla tenuta d'acciaio. Tendo a innervosirmi facilmente e questo spesso condizionava il mio modo di giocare. Tuttavia, partecipando a molti eventi del circuito TPCI, questa mia debolezza si è notevolmente attenuata. Quel senso di familiarità e sicurezza che nasce dall’abitudine e dall’esperienza è diventato oggi uno dei miei più grandi punti di forza.

Passiamo a una sfera più personale. Il tuo nickname, “Suica”, richiama in Giappone due immagini molto diverse: la famosa smart card usata per pagare il trasporto pubblico e la parola ”cocomero”. Sembra quasi un nome d’arte. Esiste per caso un legame tra queste due immagini citate? In breve, da dove nasce? Ha un significato culturale o simbolico per te, oppure è qualcosa di strettamente personale?

Mi spiace se la mia risposta non è particolarmente entusiasmante, ma l'origine del nome è proprio la tessera prepagata Suica. Quando andavo ancora alle medie, mi è capitato di guardare la carta nel mio portafoglio e ho deciso su due piedi di usarla come nickname. In fondo, credo che l'origine di un soprannome possa anche essere così semplice, e va bene così.

Ripensando alla tua carriera, quando hai capito che non ti bastava più solo giocare per divertimento, ma che volevi iniziare a competere seriamente, con un vero obiettivo? Come è iniziato il tuo viaggio nel Pokémon VGC? C’è stato un evento o una persona in particolare che ha segnato questo punto di svolta? Raccontaci.

All'inizio, nel 2015, mi limitavo alle lotte online - quelle che oggi chiameremmo 'ranked' - e mi bastava semplicemente puntare sempre più in alto in classifica.

La vera svolta è arrivata nel 2018, dopo aver finito gli esami di ammissione all'università, quando ho partecipato ai Mondiali (WCS) per la prima volta in vita mia. Essere eliminato al Day 1 con un punteggio di 6–3 è stato il motivo principale che mi ha spinto a voler fare sul serio.

Per la prima volta ho pianto per la frustrazione e, allo stesso tempo, ho capito che il VGC era la cosa più importante per me. Quel momento mi ha portato direttamente dove sono oggi.

Ho iniziato il mio percorso nel VGC essenzialmente da solo; certo, lungo la strada ho avuto la fortuna di incontrare molti amici, ma non starò qui a parlarne ora, altrimenti la farei troppo lunga.

Agli inizi del tuo percorso, avevi un modello a cui ti ispiravi o qualcuno che ammiravi particolarmente? E da allora, è cambiato il tuo modo di trarre ispirazione dagli altri?

Ci sono molti giocatori che rispetto, ma la persona che ammiro di più è Naoto Mizobuchi. La sua carriera è talmente straordinaria che non ha certo bisogno di presentazioni, eppure rimane una persona estremamente umile e riservata. Quando ci parli, non è affatto rigido o eccessivamente serio - anzi, è un tipo sorprendentemente interessante. Sono naturalmente attratto da persone che hanno questo tipo di mentalità.

Se invece parliamo di ispirazione in termini di abilità e tecniche di gioco Pokémon, cerco di imparare da tutti i giocatori di talento che emergono di volta in volta. Assorbo gli aspetti che io posso imparare da loro e poi adatto quelle idee al mio stile personale.

Quando giochi, quali sono gli aspetti del VGC che ti affascinano di più? Le basi del team building, il processo di testing o l’intensità e l’adrenalina delle competizioni ufficiali?

Sarebbe facile trovare una risposta diplomatica, ma se devo essere onesto, è vincere ai Mondiali (WCS). Vincere mi fa sentire davvero vivo; sarei felice anche solo di riuscire a lasciare un piccolo segno nella storia del VGC.

Quando i tornei arrivano alle fasi finali, il rumore di fondo svanisce e la pressione si fa sentire.

In quei momenti cruciali che precedono una partita fondamentale, ti affidi a qualche rituale o abitudine personale, che ti aiutano a centrarti, a ritrovare la concentrazione e ad entrare nel giusto mindset competitivo?

In base alla mia esperienza, la condizione migliore è quando la mente è completamente vuota e focalizzata. Nonostante ciò, ci sono momenti in cui i nervi saltano, ma quando succede mi faccio forza con l'impegno che ci ho messo e resto fedele alle decisioni che prendo in quell’istante.

Allargando lo sguardo, puoi svelarci la tua routine da giocatore competitivo… ammesso che una vera e propria routine esista davvero!

Mi spiace deludervi, ma non direi di avere una vera e propria routine. Se proprio dovessi indicarne una, è assicurarmi di riposare a dovere durante la off-season. Mi dedico ad altri giochi, mi occupo delle mie cose e mi prendo una pausa dal VGC, così da poter ricominciare con la mente più fresca e riposata.

Guardando alla tua carriera fino a oggi, quale obiettivo o traguardo senti più tuo, quello che occupa ancora un posto speciale per te?

Questa è una bella domanda. Per quanto riguarda i tornei online (come le Global Challenge e le ranked), posso dire con una certa sicurezza di non avere molti rimpianti: sento di aver ottenuto quasi tutto quello che potevo.

Tuttavia, non sono ancora soddisfatto dei miei risultati nei grandi eventi dal vivo. Il mio obiettivo più grande è ovviamente vincere i Mondiali, ma ho anche un fortissimo desiderio di vincere altri eventi come i Regionali e gli Internazionali. Per me, ciò che è davvero speciale è la vittoria in sé.

Come accennavo prima, il tuo arrivo è stato come una grande onda: improvvisa, inizialmente silenziosa, ma impossibile da ignorare una volta raggiunta la riva. Quell’onda ha scatenato una marea di messaggi, reazioni e domande da parte dei fan, dei tifosi e dei sostenitori di Team Aqua. Io e i miei colleghi ne abbiamo selezionate alcune per te.

I tifosi scrivono:

Onorati di averti nel team italiano! Cosa ti ha spinto in particolare a scegliere il Team Aqua?

Ho scelto il Team Aqua perché mi è piaciuta moltissimo la sua atmosfera calda e familiare. Hanno anche fatto del loro meglio per venire incontro alle mie esigenze e mi hanno supportato molto, nonostante il mio background un po’ insolito, di giocatore giapponese che vive in Australia.

Ho sentito dire che il Team Aqua gestisce anche una scuola di Pokémon competitivo e, se ne avrò l’occasione, mi piacerebbe molto visitare l’Italia e vederla di persona.

Prima di allora, però, mi toccherà studiare un po’ meglio l’inglese — ahah.

Passiamo ora ad una serie di domande più leggere.

Conosci il formato “This or That”? Devi scegliere una tra le due opzioni - risposte brevi, senza esitazioni, niente vie di mezzo.

Hard Trick Room o Tailwind? (Il Balance non è un’opzione)

Tailwind.

Choice Item o Setup Move?

Choice Item.

Ally Switch: sì o no?

Sì.

Senza entrare nei dettagli, una sola parola: in quale stile di gioco ti identifichi di più?

Cautamente aggressivo.

Parlando di gusti e preferenze personali, di cosa ti piace e cosa non ti piace, i fan sono curiosi anche di sapere:

Quale meccanica di gioco hai apprezzato di più nel corso degli anni: Megaevoluzione, Mossa Z, Dynamax o Teracristallizzazione?

Megaevoluzione, senza alcun dubbio.

Ripensando alle varie Regulation che si sono susseguite, quale ti è piaciuta di più da giocare?

Se dovessi dire quale è stata la più divertente, direi che lo sono state tutte a modo loro. Tuttavia, quella con cui ho faticato di più è stata la Regulation G. Il team building era estremamente difficile, e mi sembrava un formato in cui era praticamente impossibile creare una squadra in grado di coprire completamente il metagame di quel periodo.

Attualmente, siamo in Reg F: c’è un archetipo che apprezzi particolarmente e un altro che, invece, ti piace di meno?

Sinceramente, la Regulation F è il regno dei Team Balance. L’archetipo più comune è la core balance Incineroar–Rillaboom, a cui di solito manca uno tra Urshifu, Landorus o Ogerpon per completare il quadro. Nonostante ciò, in realtà questo tipo di team mi piace parecchio.

Non è tanto il fatto che ci siano team che non mi piacciono, quanto piuttosto team con cui non ho un gran feeling, come quelli troppo orientati sulla Trick Room o i Sun Team con Lilligant e Torkoal.

Per il resto, se una squadra è solida la uso volentieri, anche se non rispecchia al 100% il mio modo di giocare.

Qual è il tuo Pokémon preferito da usare durante l'avventura nel gioco e il tuo preferito da portare in competitivo?

Per quanto riguarda l’avventura nel gioco, scelgo sempre lo starter di tipo Acqua. Per il competitivo è difficile rispondere, perché tendo ad affezionarmi ai Pokémon che sto usando in quel periodo.

Tuttavia, se proprio devo sceglierne uno, direi Kingdra: lo usai circa dieci anni fa, quando raggiunsi il primo posto in classifica per la prima volta. Ultimamente, però, non ho avuto molte occasioni per usarlo.

Con lo sguardo rivolto ai prossimi mesi, quali sono le tue aspettative per il prosieguo della stagione e per questo nuovo capitolo con il Team Aqua?

Dato che questo è il mio primo anno all’interno di un team, sarei felice se riuscissi a costruire buoni rapporti con tutti. Inoltre, spero che possiamo spronarci a vicenda, competere insieme e puntare a traguardi sempre più ambiziosi.

Voglio anche sfruttare al massimo le opportunità che nascono dal far parte di un team: condividere idee, imparare da prospettive diverse e crescere non solo come giocatore, ma anche come persona. Se riuscirò a dare anche solo un piccolo contributo al successo del Team Aqua, continuando allo stesso tempo a migliorare me stesso, penso che questa stagione avrà avuto un significato davvero profondo.

Per concludere, una domanda rivolta a chi vede nel tuo percorso una fonte di ispirazione.

Che consiglio ti senti dare ai giocatori meno esperti, o a chi è ancora agli inizi del proprio percorso nel mondo del competitivo, ma che sogna di competere ad alti livelli?

Anch’io mi considero ancora un giocatore in crescita, quindi non vorrei sembrare presuntuoso, ma al di là di tutto, direi che la cosa più importante sia non fermarsi mai. Penso che la voglia di mettersi continuamente in gioco, senza mai accontentarsi dei risultati ottenuti, sia una caratteristica che accomuna tutti i grandi giocatori.

Detto questo, è fondamentale non essere troppo severi con sé stessi per non perdere di vista tutto il resto; ogni tanto è davvero importante staccare la spina. Per quanto riguarda invece i consigli tecnici su come migliorare a Pokémon, mi farebbe piacere parlarne in un'altra occasione!