
“La coppa rimane a casa!”
Cicciott conquista i NAIC: il cielo è azzurro sopra New Orleans!
MAJOR REPORT
Francesco Bulzis
6/19/202617 min read
“Alla fiera del Nord per due soldi Pokémon Champions su Switch arrivò”. Ebbene sì, anche gli Internazionali hanno finalmente accolto la grande novità dell’anno: ben 1095 giocatori si sono presentati a New Orleans, Louisiana, per far splendere la Megaevoluzione nell’ultimo appuntamento stagionale prima del Mondiale. Di questi sono solo dieci gli italiani ai nastri di partenza, ma in continuità con gli altri eventi appartenevano alla nazione da battere: il Tricolore, infatti, difendeva la finale derby dell’anno scorso con anche con la freschezza della vittoria dello Special di Torino.
Missione compiuta, e lo dico con le dita che tremano sulla tastiera nel momento in cui scrivo: il nome che i North American International Championships riportano sull’albo d’oro per questo 2026 è quello di Francesco Pio Pero: il nostro Cicciott - al termine di un percorso concluso con un pazzesco 15-2 - ha battuto in finale lo spagnolo Eric Rios per assicurare il secondo titolo consecutivo alla kermesse americana per l’Italia.


È sia l’inizio dell’era Champions anche per i Campionati Internazionali Nordamericani, per gli amici NAIC, che la conclusione della Regulation M-A: occhi puntati, quindi, alla M-B fresca fresca e alla versione per cellulari del gioco che - complice questo straordinario trionfo - attirerà ancora più giocatori sui suoi server. A proposito: curiosamente questi North American International Championships coincidono con la massima competizione calcistica per nazionali, in un accentramento di attenzioni verso gli Stati Uniti. E non potevamo non prendere una delle frasi più famose di quel mondo (presente nel sottotitolo) per festeggiare il nostro incredibile successo.
Uniamo le stelle… pardon, i puntini: che cosa ha raccontato sin qui il Regolamento M-A? Che il ritornello più frequente è uno e uno solo: ciascuna scelta effettuata è guidata dal dominare tutti gli effetti delle proprie mosse, sia esse intese come attacchi o come set up, perché perderne il controllo significa concludere le proprie giocate in fallimento. Un fattore ancora oggi da non sottovalutare.
Piove, no, nevica… anzi, è spuntato il sole: “non ci sono più le mezze stagioni”
Cambiano le gimmick, cambiano addirittura le piattaforme di gioco, ma una cosa non cambia: chi ci dà le migliori indicazioni per capire che direzione sta prendendo il meta è ancora lei, la a-noi-tanto-cara top usage - al secondo torneo su Champions è possibile già individuare i nuovi “magnifici sei”. Su uno di loro, come su altri protagonisti insospettabili torneremo più tardi, mentre per quanto riguarda gli altri non è un’eresia asserire che la loro presenza tra i più usati sin qui desta la stessa sorpresa del vedere il meteo cambiare da un giorno all’altro in questo giugno un po’ atipico.
In tre, infatti, avevano trionfato a Indianapolis: Incineroar, Garchomp e Floette Fiore Eterno. Il gatto con cui nessuno vorrebbe giocare (per non farsi molto male) non ha cambiato niente nel passaggio da Regio a International, e i risultati finali gli hanno dato ragione: nella classifica finale lo troviamo nel team del terzo classificato Wolfe Glick, della sesta e sorpresa del torneo Dawei Si, e altre quattro volte nella top 16. Il drago, rispetto al regionale appena menzionato, ha proposto una singola ma interessante variazione sul tema: per occuparsi in prima persona dei folletti che lo minacciavano, si è equipaggiato con Velenpuntura. L’Eternal Flower, invece, ha ripresentato quello che a ragion veduta è stato definito come un “tasto della cancellazione”: Luce Nefasta, per non lasciare neanche il ricordo di chi aveva di fronte.


Un saluto al volo al tailwind-setter per eccellenza Whimsicott, su cui abbiamo già speso parole in occasione dello scorso torneo in quel degli USA, e proseguendo con l’analisi della top usage possiamo notare come anche le statistiche confermino il dominio del meteo. Saldo al settimo posto dei più usati, Charizard si è assunto tutte le responsabilità del sun automatico: i team che si sono affidati a lui, infatti, hanno optato per la mega Y. Chi ha voluto costruirci una sinergia l’ha fatto per puntare sul Fuococarica, potenziato anche dalla Carbonella, di Incineroar. Vista la scarsità di rain team in top, è intrigante notare come si sia venuta a creare spesso e volentieri una anti-sinergia: o contestualmente allo starter di prima generazione o dopo uno switch, Basculegion si è trovato sotto il sole - ma, come si vedrà più avanti, non era un problema per lui, capace di vincere le partite praticamente da solo.
Pochissimo più giù troviamo uno degli all arounder per antonomasia, almeno per quanto riguarda il meteo: MegaFroslass. Con la neve evocata immediatamente dopo la megaevoluzione, e come avevamo anche qui già profusamente parlato, la yuki-onna può decidere se settare Velaurora (accentuando i boost difensivi) o, coadiuvato da Sneasler (ovviamente massicciamente presente nei team di questa competizione), convertirsi all’offensiva con Bora. In un modo o nell’altro si indirizza la partita, considerando che aleggia silenziosa la costante minaccia (rappresentata da un 10% esiguo ma da non trascurare) di congelamento.


Inoltre, in un torneo dove sono state praticamente quattro le mega più usate (la appena citata Froslass, il summenzionato Charizard, il “distruttore” Floette e l’altro tailwind-setter Aerodactyl), è da sottolineare come giocare e vincere un mind game incentrato sul tempismo della megaevoluzione consenta di dare una sferzata importante al match: chi è più lento decide il weather che dominerà il campo e di conseguenza le strategie da adottare.
La top usage del day 1 è chiusa da Farigiraf: la giraffa dal nome palindromo (come la sua pre-evoluzione) è la scelta per definizione per annullare le priority grazie alla sua abilità Codarmatura; in combo con Incineroar e il suo imprescindibile Bruciapelo garantisce lo spostamento dell’inerzia dal suo lato del campo (anche grazie alla Distortozona, che ribalta la proverbiale lentezza dello starter di Alola). Nella fase 2, invece, troviamo più presenti MegaScovillain e Lycanroc Forma Crepuscolo: il primo risulta molto utile per scottare in automatico tramite Spargipiccante, il secondo - facendo soprattutto fede alla sua priority peculiare Rocciarapida - aveva il compito di abbattere Zard Y. Una novità di competitivo completamente made in Italy, essendo nata a Torino, e copiata senza troppi complimenti dagli americani in occasione di questo Internazionale. Per completezza citiamo Sinistcha, che soprattutto con Ospitalità e Spruzzaté si è cucito addosso il ruolo di uno dei camerieri più efficienti del formato.
Il Grande Gambit: “e venne il king che si mangiò il meta che su Champions un giorno cambiò”
Quelle due percentuali in cima a tutte le altre parlano più di quanto potrebbe fare un’analisi, ma qui qualcosa dovremmo pur dirla: mattatore della finale vinta dal nostro Francesco, Kingambit ha praticamente dominato la seconda fase. A far strabuzzare gli occhi, infatti, è quel quasi 71% da record: mai nessun pokémon, nella storia dei Major, ha raggiunto quel valore di utilizzo. Su 42 team presentatisi al principio del secondo giorno, infatti, era presente per la bellezza di 30 volte.


La build mette tutti d’accordo: quartetto di mosse composto da Sbigoattacco, Metaltestata, Colpo Basso e Genufendente; Agonismo come abilità. Quest’ultima, ancor più della priority e della nullificazione delle minacce Folletto, è stata la chiave della sua onnipresenza: in un meta “prepotente”, era servirgli su un piatto d’argento (pardon, d’acciaio) l’occasione di fare quello che voleva in campo - con l’Attacco portato a +2 ciascuna mossa risultava micidiale. Come scelta nel movepool si è vista qualche volta, anche se molto timidamente, Protezione, ma i compiti di protect erano affidati ai compagni di squadra. Solo per questo Francis Scott Fitzgerald, scrivesse ai giorni nostri il suo capolavoro “Il Grande Gatsby”, glielo dedicherebbe.
A ciò si aggiunge la pressoché matematica certezza di non sbagliare lo strumento, qualunque sia l’assegnazione, dato che con quasi qualunque equipaggiamento si cade in piedi: Baccarosmel (per attutire le mazzate prese dai tipi Lotta), Baccacao (idem comparate, ma per il tipo Fuoco), Focalnastro (per rimanere in campo il tempo di assestare almeno un, decisivo, colpo) o gli Occhialineri (per rendere Genufendente pari a una mossa da OHKO). All’unanimità, di converso, la Natura scelta: Decisa, per aumentare un già spaventoso Attacco da 135 punti base. Non è un caso, per l’appunto, che fosse presente in tutte le squadre vincitrici delle partite trasmesse davanti le telecamere (al netto, ovviamente, del fatto che si scontrasse con un altro sé stesso, che ne usciva sconfitto); ci sono solo due eccezioni a questa statistica, che analizzeremo a breve.


Uno strapotere del genere è servito ad arginare i fastidi che potevano arrecare i cosiddetti “camerieri”, ovvero quei pokémon incaricati di rendere inoffensiva la minaccia principale avversaria o di ridurne quantomeno la pericolosità. L’esempio principe da fare è, per la sorpresa di nessuno, Incineroar; ma anche un attacker come Sneasler può essere convertito a “cavalier servente” (riprendendo dal calcio come il giocatore Karim Benzema veniva soprannominato nel suo supportare la stella del Real Madrid Cristiano Ronaldo), assegnandogli Bruciapelo e Coaching. Senza dimenticare Sinistcha, già riportato in questa veste nel paragrafo precedente.
Lo strano caso del Dottor Meta e del Signor Anti-game
Abbiamo accennato a due eccezioni al monopolio del samurai nei match in streaming: trattasi di Wolfe Glick e Dawei Si, capaci di riaccendere l’antico dibattito sulla dicotomia “meta o anti-meta”. Meglio una squadra fatta di big 6 del formato o una che abbia degli elementi che li counterino? Meglio, per dirla alla Robert Louis Stevenson, il dottor Henry Jekyll o il signor Edward Hyde? La giocatrice cinese si è posta in una posizione mediana, avendo pescato dalla top usage pur con qualche minima variazione rispetto le build di tendenza: Colpo Infernale su Sneasler e Assorbibacio per Floette. Il suo Sinistcha presenta delle scelte che lo rendono contemporaneamente support e redirector: Polverabbia e Goccia Vitale, che senza le must have Protezione e Spruzzaté sarebbero tuttavia servite a poco.
Le scelte che però hanno trainato questa squadra fino alla top 8 sono Milotic e Ceruledge. Per il pokémon di terza generazione la sua fama di bulk lo precede, e gli Avanzi assegnati accentuano questo aspetto; il resto della build, invece, si orienta in tutt’altra direzione: sia la natura Sicura che l’abilità Tenacia rendono il pokémon particolarmente “rotondo”, Arrotola e Fanghiglia vogliono di par loro tracciare un solco per quanto riguarda la precisione (la prima aumentando quella dell’evoluzione di Feebas, assieme ad Attacco e Difesa, la seconda diminuendo quella avversaria col 30% di possibilità), Ipnosi (boostata in precisione proprio da Arrotola)e Protezione lanciano la sfida a costringerlo a lasciare il campo.




La natura Decisa è la scelta per la controparte di Armarouge (qualcuno ha detto 125 punti base in Attacco?), con tanto di Granfisico e Baccaxan per non trascurare la componente difensiva. La priority non può ovviamente mancare, ed ecco Furtivombra, mentre completano l’onnipresente protect e la peculiare Lama del Rimorso (mossa senza senso: 90 di potenza base, 135 per la STAB, e recupero di metà del danno inflitto). L’abilità Fuocardore è una scelta di contropiede pensata per Zard Mega-Y: lo starter Fuoco/Volante non si pone troppi problemi a spammare Ondacalda, e assorbirla senza danni ricevendone anche un boost consente alla Bitter Blade di cui sopra di fare piazza pulita in campo senza troppe difficoltà.
Il rinverdito Wolfe Glick, di par suo, ha portato anche lui tre pescate dalla top usage (Sneasler, Incineroar e MegaCharizard Y), per poi lasciarsi andare alla sua proverbiale fantasia. Per usare un’altra metafora musicale, seguiamo un crescendo. Mamoswine aveva indiscutibilmente il compito di gestire gli stra-utilizzati Garchomp e Aerodactyl (con Scagliagelo e la priority Geloscheggia) e Hydreigon di scegliere con quale delle sue mosse muoversi per primo (come Stolascelta impone), anche se davanti ai folletti salutava il campo tanto quanto velocemente vi ci era entrato. Insieme avevano un obbiettivo ben chiaro: mandare gli avversari nel range degli attacker della squadra.


Oppure lasciarli alle “cure” del tocco di genio di questo team: Toxapex. Natura: Sicura. Abilità: Rigenergia, motivo per cui lo si è visto sovente in lead e fare andirivieni dal campo. Mosse: Fortino, Assillo, Tossina e Bodyguard. Strumento: Avanzi. Questi ultimi servivano ad evitare all’evoluzione di Mareanie di recuperare punti salute mediante lo switch, onde prevenire l’annullamento dell’effetto di Assillo: le due protect servivano proprio per stallare i turni necessari a vedere il malcapitato colpito dalla trappola andare inesorabilmente KO. Questa mossa fa il paio con Tossina: unire il danno incrementale dell’iperavvelenamento alle succitate conseguenze di Assillo equivaleva a far fare all’avversario il segno della croce.
E se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, sicuramente Alex Gómez Berna e Marcus Dion concordano con questo vecchio adagio: davanti alle telecamere abbiamo visto sia lo spagnolo che il canadese non cogliere la vittoria per un incredibile gioco probabilistico. Arrivati entrambi all’1v1 decisivo contro Toxapex, hanno assistito a quest’ultimo riuscire in due Fortino consecutivi (30% di probabilità di riuscita, ricordiamolo!) con la kill passiva che ha chiuso i giochi. Solo il runner-up Eric Rios è riuscito a non cedere al pokémon Veleno/Acqua, con l’unica strategia possibile, ovvero isolarlo: avendo come unica mossa da danno diretto una da 20 di potenza base, togliergli i compagni di squadra accanto voleva dire renderlo inerme, dato che le kill passive non sono istantanee. È vero che alla fine hanno vinto le scelte in linea con il meta, ma anche quelle in controtendenza saranno sicuramente una delle colonne portanti della nuovissima Regulation M-B.
“Just beat it, no one wants to be defeated, show them how funky and strong is your fight!”
Approfitto della “febbre da Michael Jackson” per riassumere il percorso fuori di testa del nostro Francesco Pio Pero, mediante una delle canzoni più motivazionali del Re del Pop. Una cavalcata iniziata con quattro vittorie consecutive, con gli statunitensi Joseph Eckhart, Stephen Morioka e Yotam Cohen, e con il finlandese Oliver Eskolin (in una sorta di derby). Al quarto americano, Louis Milich, arriva la prima battuta d’arresto seguita da sette vittorie di fila: tre contro altrettanti padroni di casa (Caden Froppe, Matthew Faucett e William Marks), poi contro il canadese Ale Piscitelli, il giapponese Ryosuke Hamasato, l’australiano Daniel Quek e un altro statunitense (Don Czech).
Con il nipponico Ko Tsukide arriva l’ultima sconfitta del torneo (definibile anche “di prestigio”, stante l’avversario) e poi sarà percorso netto fino al trofeo: in ordine cadono gli americani Dylan Matthews e Adrian Hurley, l’altro nativo del Sol Levante Shoma Honami e lo spagnolo Eric Rios. La partita contro Quek è passata alla storia di questo torneo per il suo game 3: Cicciott conclude con un secco 4-0 ottenuto con la sola lead e senza perdere neanche un PS, un perfect game condito anche da ben tre flinch a favore. Racconto il primo di qualche retroscena legato a come il Team Aqua ha vissuto il viaggio del proprio fenomeno: neanche il tempo di veder concretamente concluso il match, che sono partiti messaggi carichi di entusiasmo per quanto visto. Quello che non sapevamo è che sarebbe stato solo l’inizio.


Il tifo e la soddisfazione non potevano che incendiarsi (merito anche del sole evocato da Charizard), dopo un game 1 perso per un colpo di sfortuna (Sylveon che rimane congelato per entrambi i turni previsti dallo status, per come è stato ripensato su Champions) e un game 2 con un solido 4-2 di gestione. Dopo di che il nostro Francesco ha preso alla lettera il ritornello della canzone “Beat It”: non “nessuno vuole essere sconfitto”, ma direttamente “nessuno vuole essere toccato”. L’italiano apre le danze con Aerodactyl e Kingambit, l’australiano con Lycaronc Forma Crepuscolo e Froslass, che senza perdere tempo attiva la sua megaevoluzione e la conseguente nevicata. Il samurai intercetta la Bora che sarebbe inevitabilmente partita con Sbigoattacco e Aerodactyl accompagna con Frana: la yuki-onna abbandona il campo esausta senza aver potuto fare niente di attivo e il lupo lì accanto rimane immobile, a causa del primo tentennamento del game.
Quek opta per l'artiglieria pesante, meglio conosciuta come Basculegion, per poi passare alle armi bianche personificate dal suo Kingambit. Pio Pero inizia a far soffiare Ventoincoda con il suo Aerodactyl e comanda all’evoluzione di Bisharp un Colpo Basso che risolve anche la pratica Lycanroc. L’australiano si ritrova quindi messo all’angolo, tant’è che opta per proteggere il suo pokémon di nona generazione solo per poi vedere il rientrante pescione tentennare (e due!) a seguito della Frana subita. Passato il turno interlocutorio, il samurai di Quek fallisce la doppia protect mentre Rock Slide entra di nuovo, questa volta su entrambi gli avversari; Basculegion soffre il terzo tentennamento della partita e il Kingambit di Cicciott manda KO il suo corrispettivo con Colpo Basso. In quattro turni abbiamo assistito a una lezione di competitivo: Sucker Punch conclude definitivamente la disputa prima ancora che la neve smetta di cadere.
Sono esattamente le ore 18 di sabato 13 giugno: la prima ondata di giubilo si innalza festosa per un risultato che in quel momento non dava certezze di proseguire il cammino, ma che per essere l’esordio davanti alle telecamere di Cicciott in questo NAIC faceva sicuramente ben presagire. Non ci saremmo sbagliati. E soprattutto sarebbe stata un’iniezione di adrenalina che sarebbe sicuramente servita: il pomeriggio era ancora lungo e si sarebbe profilata una parte di nottata da trascorrere svegli. Trascorrono poco meno di altre cinque ore e un’altra marea di gioia si leva ancora più potente: un Sonnifero che non va a segno, da parte del Venusaur di Adrian Hurley, decide in anticipo il quarto di finale a favore del nostro Francesco. L’esultanza in telecronaca è la stessa di chiunque fosse collegato in quel momento, perché con un esito diverso di quel Sonnifero avremmo probabilmente raccontato una storia diversa.
Alle ore 23 in punto scrivo questo messaggio ai miei colleghi e compagni di team: “Seconda top 4 stagionale consecutiva agli Internazionali per Cicciott. Tocca mettere su il caffè”. Tazza in mano davanti al PC quando, nel cuore della notte (correvano quasi le 2!), assistevamo alla vittoria di un game 1 che sembrava perso (miss di Luce Nefasta del MegaFloette di Shoma Honami) e un game 2 ribaltato da Basculegion (come dicevamo a inizio articolo, può fare tutto lui e farlo bene): prima la doppia protect a sfidare le probabilità e poi due Omaggio ai KO per decidere la semifinale. Con la mente torno indietro a quei frangenti - mi auguro anche voi che leggete - a una stanchezza che ho dimenticato di sentire in quel momento e a delle mani nei capelli che in quell’istante faticavo a togliere.
Il Codice da Pero: come fare la storia in sei capitoli
Scomodiamo uno dei romanzi più iconici della letteratura contemporanea di quelle zone per raccontare l’analisi di un capolavoro: non quello di Dan Brown, ma quello di Cicciott, entrato nella Sala d’Onore degli Internazionali con i suoi sei fidati compagni. La mega attacker di punta è MegaCharizard Y: la natura Modesta innalza il potenziale di fuoco (pun intended) dell’Attacco Speciale, concretizzato dalle Ondacalda e Palla Clima rafforzate dal sole evocato da Siccità. Il sun inoltre dimezza i turni necessari a Solarraggio a esprimersi, e Protezione completa il set. L’altro attaccante è sicuramente Kingambit, portato con la build analizzata nel paragrafo dedicato ed equipaggiato con la Baccarosmel.
Lo stesso ruolo, ma già più verso il disturbo delle strategie avversarie, è cucibile su Garchomp: stanti Cartavetro per chiedere il conto di ogni danno subito e la Baccacedro come merenda per rimettersi in forze, è la natura Allegra il segreto dello pseudo-leggendario di quarta generazione, in quanto si combina con l’effetto aggiuntivo di Rocciotomba - abbassare la Velocità avversaria (al netto della precisione non massima della mossa, ma “solo” del 95%) con una natura che privilegia la propria vuol dire, chiaro e tondo, esercitare una speed control positiva dal proprio lato del campo. Il parco mosse è completato dal Terremoto che copre tutto il field dirimpettaio, la protect e da Dragartigli.


La protect fa parte anche dell’equipaggiamento di Basculegion, accompagnato dall’Acqua Magica e da Adattabilità per mettere pressione ai pokémon opponenti con la sola imposizione della sua presenza. Anche perché la natura Decisa e tre mosse come Acquagetto, Idrobreccia e Omaggio ai KO non possono che far paura: priority, abbassamento della Difesa avversaria e potenza incrementale di una STAB, tre tecniche per un capolavoro. Protect ma diversa dal solito (Individua) per Sylveon, potenziato dalla Piuma Fatata (e dall’abilità di MegaFloette, quando capitava): Pellefolletto è la chiave per indirizzare le partite in maniera irreversibile, perché oltre a favorire il Same-Type Attack Bonus per una priority (Attacco Rapido) e una mossa ad area (Granvoce), le potenzia del 20%. Chiudono la build Sbadiglio (per forzare una sostituzione all’avversario, e quindi la perdita di un turno) e la natura Modesta.
La protect, ma doppia (Bodyguard), e la natura Allegra sono le prerogative anche di Aerodactyl, l’altra mega della squadra, a cui spettava il compito di scombinare l’ordine delle velocità con Ventoincoda. Accompagnano Doppia Ala, per raddoppiare i danni inflitti, e Frana: quest’ultima, come si è visto durante questo racconto, ha dato non poche soddisfazioni. Sei capitoli per confezionare un bestseller, un romanzo che leggeremo e rileggeremo, che racconteremo ancora e ancora. Quattro di loro hanno ribaltato la finale, ci hanno fatto vivere un’altalena di emozioni (la paura, la speranza, la consapevolezza) che ancora sentiamo vivide sulla pelle. Ripercorriamole insieme.
“I wanna be the very best, like no one ever was…”
E quale miglior verso musicale per raccontare la storia se non quello che ha fatto la storia di questo brand? La storia della finale di questi NAIC parte ancor prima che le telecamere si accendano. Domenica 14 giugno, è tardo pomeriggio: guardo freneticamente l’orario, convinto che il match possa iniziare da un momento all’altro. Invece mancano ancora delle ore, ma la testa è già in clima partita. Penso tra me e me che siamo a un passo dalla storia, da un trionfo mai avvenuto e la cui portata, per quanto non inedita, io non avevo mai vissuto. Qualcun altro come me, sicuramente, in trepidante attesa di vedere se un sogno solo accarezzato agli EUIC di questo anno (che rimarranno anch’essi nell’immaginario collettivo italico Pokémon) possa concretizzarsi in realtà.
“Il coraggio non è mai stato non avere paura. Le persone coraggiose sono quelle che affrontano i loro timori e le loro incertezze, sono quelle che le ribaltano a loro vantaggio usandole per diventare ancora più forti; negli occhi del nostro, oggi, forse c'è anche un po' di timore, come sempre quando arrivi a un momento decisivo”. Queste parole, diventate iconiche, precedettero la vittoria del Mondiale di Calcio 2006 da parte della Nazionale Italiana. Queste stesse parole si offrono come un efficace riassunto della finale dei Campionati Internazionali Nordamericani 2026.
A pochi secondi dalle undici meno un quarto di sera, inizia la finale: Francesco Pio Pero contro Eric Rios. Le lead: Aerodactyl da ambo i lati, Kingambit per l’italiano e Sylveon per lo spagnolo. Subito mega e Frana per Cicciott, stessa gimmick per l’iberico con Ventoincoda; la prima kill è della Spagna con l’Iper Raggio che manda KO il samurai, sostituto con Sylveon. Bodyguard dell’Aerodactyl del nostro giocatore ferma la Frana del suo omologo e Granvoce di Sylveon pareggia il computo delle kill. Rios si affida anche lui a Kingambit, che one-shotta Sylveon, mentre un altro Iper Raggio costringe al KO Aerodactyl, concludendo in anticipo il game 1 in favore della Spagna.
Il game 2, invece, racconta tutta un’altra storia. Il nostro Francesco ripropone la stessa lead, Eric Rios copia l’idea: mega per Cicciott e Frana, che consente il Ventoincoda dell’Aerodactyl spagnolo ma ferma Kingambit col flinch. Sarà KO immediato grazie al Colpo Basso del samurai italiano, mentre il giocatore iberico chiama in campo Sylveon e Garchomp, che si prendono le loro kill e fronteggiano la stessa coppia, mandata in campo dal nostro giocatore. La tie è decisiva, perché il drago e il folletto pareggiano il conto dei giochi.
Nel game 3 assistiamo a una giocata da fuoriclasse assoluto da parte di Cicciott: quando Rios sostituisce il suo Aerodacytil con Kingambit, il samurai schierato in campo dall’italiano intercetta lo switch con Calcio Basso - sarebbe stato KO in un colpo senza il Focalnastro. In quel momento è partita l’esultanza, perché in quella mossa spartiacque si è decisa la finale. Alle 23 e 17 parte la festa: Francesco Pio Pero batte Eric Rios 2-1 e vince i Campionati Internazionali Nordamericani 2026. È il culmine di una stagione fuori di cervello per l’Italia, 6 tornei vinti sui 10 giocati in Europa, e per il nostro Team Aqua: questo titolo arricchisce il nostro palmarés dopo la doppia top 4 all’Europeo. Come dimostra la classifica aggiornata dei Championship Points, quella con cui si arriverà al Mondiale tra due mesi, il nostro Cicciott è il secondo migliore degli italiani: “voglio essere il migliore, sai, come nessuno è riuscito mai”.


Questo motto è il vademecum di ciascun giocatore di competitivo, di ciascuno che sia passato dalla fucina di talenti che è il Team Aqua: Francesco è “nato” in una antesignana della TARL, quella che a posteriori è definibile come l’idea del secolo per quanto riguarda il modo di fruire i giochi Pokémon. A Francesco Pio Pero, quindi, un ringraziamento per una tre giorni indimenticabile, per essere una fonte di ispirazione per chiunque voglia intraprendere il cammino del meta, per aver tenuto “la coppa a casa”. Grazie, Cicciott, per averci fatto ridere, esaltare, piangere, emozionare con lui, per dei match che ci hanno tenuto col fiato sospeso per ogni mossa e che ci hanno ricordato perché effettivamente siamo tutti fan dello stesso brand.
Un ringraziamento sentitissimo a tutti i miei colleghi e compagni di team, per la splendida idea di seguire insieme la finale. Non è stato solo un momento per tifare insieme, ma per condividere gli stessi sentimenti di passione e di orgoglio.
Ho avuto l’onore e l’onere di raccontare anche questi Internazionali, oltre quelli Latinoamericani ed Europei - assieme all’imprescindibile compagnia dell’amico e collega Fausto Terrana, che ringrazio ancora - e quindi, infine, grazie a tutti i lettori e le lettrici che sono arrivati e arrivate sin qui. Appuntamento ai prossimi articoli e al Campionato Mondiale: the best is yet to come.

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