
ROAD TO SAN FRANCISCO: Joji Kaieda
AquaDex Entry N°1: "Competere ai Mondiali non è il mio obiettivo: vincerli lo è."
INTERVISTA
Carmine Cusati
7/27/20265 min read
La stagione competitiva si è finalmente conclusa, non ci sono più Championship Points in palio: le classifiche sono quindi consolidate così come gli inviti per il mondiale di quest’anno a San Francisco. È stato un anno importante nel grande schema del circuito Play! Pokémon, che sia per la forte presenza italiana nei Regionali oppure per l’arrivo di Pokémon Champions. È tutto da scoprire e da capire a pieno! In tutto questo, non c’è più tempo ora, c’è da conquistare il torneo ad invito più prestigioso: i Mondiali 2026. Per celebrarlo, abbiamo avuto il piacere di parlare con tutti i giocatori del Team Aqua che si sono qualificati a questo magnifico torneo, discutendo del loro rapporto con la squadra e di cosa significhi, per giocatori di questo livello, competere contro i migliori della scena VGC.
Specialmente dopo la riforma alla qualifica per il mondiale, l’ottenimento dell’invito può essere considerato un obiettivo arduo già di per sé: eppure, ci sono giocatori per cui quella qualifica è semplicemente un punto di partenza. Joji "Suica" Kaieda appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Reduce da due partecipazioni al Campionato del Mondo (2022 e 2025) e da una stagione in cui ha saputo adattarsi in tempi record al cambio di piattaforma verso Pokémon Champions, arrivando a vincere la Warm-Up Challenge, Kaieda si presenta a San Francisco con un'unica idea in testa.


Midori Harada
Una stagione complicata: “Com’è stato quest’anno?”
Alla domanda su com'è andata la stagione competitiva e se sia soddisfatto dei risultati raggiunti, Kaieda risponde in modo tanto breve quanto rivelatore: una stagione complicata e intensa, vissuta a cavallo con gli impegni di studio, e alla fine dei conti lontana dal soddisfarlo pienamente. La risposta può sorprendere. Non è falsa modestia: è lo stesso metro di giudizio, altissimo, che ritroveremo in tutta l'intervista, come un artista che costantemente scarta le proprie bozze per la minima imperfezione. Il giocatore ha un po’ di difficoltà nel riconoscere un unico vero picco delle sue performance: potendo scegliere un solo momento come il più alto della stagione, indica specificatamente la vittoria della primissima competizione classificata della prima stagione, la Warm-Up Challenge: non un risultato qualunque, perché essendo il momento in cui il maggior numero di giocatori era attivo sulla piattaforma, chiudere al primo posto ha avuto per lui un peso specifico particolare.
Il meta, l'adattamento ed il Team Aqua: “Com’è stato Pokémon Champions?”
Sul rapporto tra il suo stile di gioco preferito e le regole del formato, sia in Scarlatto e Violetto sia in Champions, arriva la prima vera sorpresa dell'intervista: Kaieda ammette che il formato, nel complesso, non ha esaltato le sue caratteristiche. Essendo un giocatore che predilige l’hyper offense, il pool di oggetti limitato ha reso il teambuilding molto più complesso del solito, un ostacolo che ha sentito più di altri. Se dovesse scegliere la squadra meglio riuscita della stagione, però, la risposta è immediata: il suo Aero Zard del Regolamento M-A, archetipo che ormai chiunque abbia scaricato l’app di competitivo sul telefono conosce bene. Quanto alla rapidità con cui si è adattato al cambio di piattaforma, arrivando a vincere perfino la Warm-Up Challenge, il segreto è stato anticipare gli altri nell'individuare gli elementi più forti del meta, costruendo le squadre pensando fin da subito ai mirror match. Un esempio concreto: prevedendo un alto numero di scontri speculari tra Charizard e Garchomp nelle prime settimane del formato, ha equipaggiato il proprio Garchomp con una Baccahaban, garantendosi un vantaggio proprio in quei confronti diretti, un dettaglio minimo sulla carta, decisivo sul calcolatore del danno.


HICO KIM
E su cosa renda speciale giocare in un team organizzato come il Team Aqua, e se il tutto sia stato all'altezza delle sue aspettative, Kaieda non ha dubbi: si dice molto soddisfatto dell'esperienza, sottolineando quante occasioni ci siano state per aiutarsi a vicenda tra compagni di squadra, con un ringraziamento sentito a Pardini per avergli proposto di entrare nel team.
Verso San Francisco: “Come ti stai preparando al grande giorno?”
Guardando alle sue due partecipazioni ai Mondiali, nel 2022 e nel 2025, e a cosa si sia portato dietro da quei due grandi eventi, la lezione è tanto semplice quanto spietata: il Pokémon competitivo ha una componente di fortuna innegabile, e questo significa che essere un giocatore forte non basta per vincere. Ma la preparazione, quella, paga sempre: nessuno, dice, è mai diventato Campione del Mondo senza un lavoro serio alle spalle. Proprio per questo, alla domanda su come si sia sentito nel qualificarsi ufficialmente ai Mondiali di quest'anno, e se sia stata una corsa diversa rispetto alle sue precedenti qualificazioni, Kaieda spiazza con la sua sincerità: la qualifica in sé non gli ha suscitato emozioni particolari. Il motivo è semplice quanto radicale: per lui competere ai Mondiali non è il traguardo, vincerli lo è. La preparazione per San Francisco, spiega, è quotidiana: il meta attuale è fatto di squadre ormai consolidate, a fronte di un pool di Pokémon e oggetti ancora piuttosto limitato, e a complicare ulteriormente il lavoro di teambuilding c'è l'introduzione, in Champions, degli Open Team Sheets, che rivelano perfino le nature dei Pokémon avversari, un livello di trasparenza mai visto prima. Il suo lavoro, giorno dopo giorno, è capire quale approccio possa dargli un vantaggio in questo contesto. Quanto a un Pokémon o una strategia che ritiene sottovalutata dal meta attuale, ammette che la maggior parte degli archetipi principali è già stata esplorata a fondo; se dovesse comunque indicare un Pokémon, la sua scelta ricadrebbe su Glimmora. Il Pokémon non ha avuto molti risultati concreti, ma la sua posizione favorevole contro le powerhouse del formato come Charizard, Aerodactyl, Mega Floette e Sylveon, si è dimostrata valida abbastanza da valere per la menzione speciale di Kaieda.


takashi shiraishi
Persone, sogni e l'obiettivo finale: “Qual è il tuo obiettivo per questo mondiale?”
Sul fronte più personale, con il focus che resta saldamente sul torneo, se dovesse scegliere una persona che desidera vedere a questo mondiale, Kaieda pensa ai suoi amici giapponesi che quest'anno si sono qualificati ai Mondiali per la prima volta in assoluto. E qui arriva la chiusura perfetta, la frase che racchiude tutta la sua mentalità: il suo obiettivo per questo mondiale è vincere il Mondiale di San Francisco. Finché si compete, dice, qualsiasi risultato diverso dal primo posto lascia dei rimpianti, rimpianti che ti perseguitano, perfino nei sogni. Ed è proprio questo, secondo lui, ciò che rende così gratificante competere ai massimi livelli.
Un ringraziamento speciale a Joji Kaieda per la disponibilità e la sincerità con cui ha risposto a queste domande, offrendoci uno sguardo raro sulla mentalità di chi non si accontenta mai.

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