
ROAD TO SAN FRANCISCO: Davide Fazio
AquaDex Entry N°2: “Devi puntare a fare sempre il meglio che puoi”
INTERVISTA
Francesco Bulzis
7/31/202616 min read
Bentornato nelle interviste, Davide! Siamo alla terza, ormai, sei già diventato un veterano delle nostre chiacchierate. Partiamo da un recap della stagione, sia a livello personale e prima ancora a livello generale, perché è stata una delle migliori stagioni VGC per l'Italia: 10 tornei europei, ben 6 vittorie. Un tuo commento su come effettivamente è andata questa stagione per il tricolore.
«Beh, per l'Italia è stata oggettivamente la stagione migliore da quando esiste il gioco, perché comunque siamo sempre andati bene: l'Italia si è sempre difesa molto bene nei tornei, ha sempre portato a casa tanto, ma forse mai così tanto. Un Internazionale, tutti i Major all'inizio erano solo italiani. Secondo me è il picco, e ora o si fa meglio, o si vincono tutti i Regionali, o si rimane qui.»
Che ci stavamo credendo, alla vittoria di tutti i Regionali dopo i primi cinque. Poi, chiaramente, qualche risultato agli altri l'abbiamo voluto lasciare per benevolenza, però torniamo a casa con un Internazionale, appunto, e penso mai un morale così alto in vista del Mondiale. Dire che siamo i favoriti forse vuol dire sfidare la scaramanzia, però tu come te lo spieghi un filotto così importante? Io avevo supposto che effettivamente noi adesso ci ispiriamo ai campioni internazionali, vedasi Wolfe Glick, Eric Rios, tutti i giapponesi e quindi abbiamo imparato a counterarli, a prendere ispirazione, a prendere le misure… da persona che sta sul campo invece tu cosa ne pensi? Come ce lo spieghiamo un livello così alto adesso?
«Secondo me è perché abbiamo, a differenza dell'America, un territorio piccolo e questa cosa fa tantissimo, perché ogni local è esageratamente allenante. Sono meno persone, ma parti da Flavio, parti da chiunque altro della vecchia economia di Roma, sono tutti con titoli ottimi, sono tutti con risultati ottimi. A furia di “scornarti” con giocatori forti - perché ogni Lega ha i suoi nomi importantissimi - cresce anche il giocatore medio e dopo un po' anche uno di questi giocatori medi può diventare un grande giocatore. Il fatto che tanti in Italia facciano bene, mette voglia di impegnarti a tua volta. Ci sono tanti Team, tutte queste realtà complessive di gente forte, quindi i gruppi da sé fanno di loro un impianto di gente eccellente. La gente eccellente è sempre in giro a giocare, quindi la gente comune non esiste perché dopo che becchi cinque volte dei fenomeni impari di più.»
Tra l'altro a livello di come e quanto velocemente si impara c'è il supporto di un certo gioco su cui torneremo più tardi. Parliamo a livello personale: i tuoi tre migliori risultati sono tutti di questa stagione, a riprova del fatto che stiamo parlando di un 2025-26 fuori di testa. Top 8 all'EUIC, e più ci ripenso e più mi esalto, Top 8 allo Special di Siviglia, Campione Grand Challenge, la prima che si è tenuta in questa stagione. Aggiungiamo anche che ti sei portato a casa la tappa di Livorno del Battle Cruise Tour e anche il titolo di MVP della VCL. Cioè, praticamente due maratone vinte. Ti dobbiamo chiamare il Maratoneta. Vinci le corse lunghe. Qual è il segreto dietro tutta questa costanza? Perché una, posso capire, è bravura, anche un pizzico di fortuna. Perché, diciamo, senza nulla togliere alle tue eccellenti capacità, ci vuole anche un pizzico di fattore C. Ma c'è anche fattore C inteso come costanza, suppongo: puoi dirci come si fa effettivamente, sul lungo, ad arrivare poi più avanti di tutti?
«L'unica cosa che c'è è: lunga preparazione. Questa mia stagione è stata la migliore di tutte, ma è l'ultima dopo tante. Quindi giustamente metti insieme tutti gli elementi: per esempio le due top 8 sono arrivate nel formato in cui mi sono sempre trovato meglio, cioè la Reg F con Raging Bolt. Nella Grand Challenge ho vinto in un formato in cui avevo trovato il team giusto e poi ho ultimato con tutta la stagione, ci ho fatto top 16 e alla fine ho fatto la prima top cut. Insomma, tutti gli elementi, comunque, non sono un caso, sono tanto testing, tante prove, individuare il team che fa per te ed è tra i migliori del meta, crederci e giocarlo, perché comunque sono tutti risultati figli di un'esperienza che ho avuto da anni.»


Sono risultati che saltano all'occhio perché, comunque, sono molto importanti e che tra l'altro per questa stagione hai ottenuto solo tu, quindi è anche un modo per riconoscere il fatto che hai fatto un qualcosa di più, un qualcosa di diverso rispetto ai tuoi colleghi. Non ti chiedo qual sia il formato di Champions in cui ti trovi meglio, perché alla fine stiamo lì, tra le varie reg, cambia giusto il pool. Il tuo stile di gioco è uno di quelli propensi a giocare di riposizionamento: prima apparecchi la tavola e poi scatti all'offensiva. Sei solito attuarlo in tutte le competizioni?
«Allora, se parliamo per esempio della run della VCL, lì uso molto la competizione per provare team diversi. Ho puntato su sei team su sette partite. No, otto team su nove partite perché comunque le provi tutte: se giochi una volta alla settimana, ci sta che dopo tre settimane il tuo team portato all'inizio sia invecchiato, quindi giustamente provi anche delle cose nuove anche solo per fare esperienza. Con questo formato, giocare diciamo il mio classico stile non viene bene come vorrei perché c'è un team tutto di riposizionamento che sarebbe quello che viene chiamato i camerieri: sarebbero quelli con Calmamente; ma facendo il paragone con la Reg F, avevi poi Sneasler e Ursaluna che potevano fare danni subito, come anche Raging Bolt… qui hai invece veramente un grande supporting cast e i due Uber, che sono le due mega evoluzioni in questo caso, per rendere il paragone, che fanno tutto loro grazie ai support e non è troppo il mio stile. Mi piaceva avere team da 6 Pokémon, non da 2 più 4 o una composizione del genere.
Le risorse che a me appaiono più forti per questo Mondiale non rientrano nello stile di fake out, set up, repositioning. L'unico team, secondo me, che fa bene questo, senza essere appunto Fake Out-Calm Mind, sono i team con Toxapex. Altrimenti, gli altri team che secondo me sono i migliori sono quelli più spinti, gli Hyper Offense, in cui però serve fare il controllo della board.
Sì, praticamente abbiamo i soliti archetipi e switchiamo soltanto determinati Pokémon: se volevamo fare Speed Control, solamente con Whimsicott mettiamo Aerodactyl, che puoi giocare pure con la Mega, con Tailwind, eccetera, e con tutti i camerieri. Weather non è troppo il tuo stile, visto che siamo partiti con i Rain, poi c'è stato un dominio quasi totale dei Sun, adesso vediamo se la Rain tornerà.
«Storicamente non sono un giocatore da Weather, ma quando c'è Charizard Y si è tutti giocatori di Weather. Avrai sempre Siccità nel team. Poi la usi perché magari è comoda solo al tuo stesso Charizard, però hai un modo di non perdere contro i meteo avversari, hai un modo di giocare la mega più forte che c'è, quindi sì, giocheremo meteo sicuramente perché comunque Charizard è una scelta quasi imprescindibile.»
Quindi, probabilmente, sarà una di quelle scelte che vedremo sicuramente al Mondiale. E dal lato tuo possiamo aspettarci qualcosa di diverso, anche se non sveliamo le carte, chiaramente, però sono curioso anche perché comunque manca pochissimo. A tal proposito: a ottobre ci avevi detto chiaro e tondo che il tuo obbiettivo era qualificarti, e possiamo dire “missione compiuta”.
«Fortunatamente lo sapevo da febbraio perché comunque si parlava che la soglia sarebbe stata sugli 800, e sono arrivato a 900, quindi avevo la certezza da un po'. In forma mentis ci sono entrato subito e da lì in poi la sessione è stata solo che migliorativa: in realtà a Siviglia non ero neanche sicuro di riuscire ad andare perché avevo mancato la prima wave di iscrizioni, e avevo fatto molto tardi, poi sono andato ed è subentrato un discorso diverso: ho detto “30 l'abbiamo già fatto”. L'obiettivo minimo, come dicevi tu, l'abbiamo raggiunto. Adesso siamo qui, vogliamo fare di più.
Quindi, avevo l’ultimo Major, qualche local da pulire. E siamo riusciti a fare anche quello, fortunatamente. Siamo riusciti a portare a caso 1.326 CP, una cosa del genere. Che sono anche bastati per la top 16.»
E che Davide arriva al secondo Mondiale rispetto al Davide del primo mondiale? Più sicuro delle sue capacità, emozionato come se fosse la prima volta, non molto contento perché un conto è prepararsi su Champions con un pool ristretto, un conto è con formati diversi e più scelte da adottare. A tutto cuore, vai.
«Allora, sono più sicuro di sicuro. Gioco di parole, ma giustamente sono passati due anni dal primo, la stagione di arrivo è più convincente, quindi sì, mi sento più in grado di prima di fare bene; ovviamente, senza parte modesta, senza giri di parole. Ovviamente l'emozione c'è, so che può succedere di tutto, però ripongo sogni, ripongo speranze, perché comunque voglio andare per fare bene sicuramente.
Sono ancora tranquillo, manca ancora un mese. Mi avessi fatto l’intervista tra qualche settimana non so se ti avrei risposto uguale. Probabilmente no. Invece per quanto riguarda il formato, uno può essere o non essere il più grande fan, però secondo me non serve fare la chiacchierata del tipo “eh, questo formato non mi piace”, che è anche vero, ma ci si pensa dopo il Mondiale, perché altrimenti ti rovina un po' la mentalità per arrivarci. Cerco di non lamentarmi mai del formato, anche se ovviamente può capitare, sai, una brutta partita, però il mio obbiettivo è non andare lì con la mentalità che il formato sia un problema, perché poi trovi la scusa in quello invece di arrivare lì con convinzione con quello che hai. Tanto siamo tutti sulla stessa barca.»
Quindi come hai vissuto il passaggio di piattaforma, da dover prepararti con cura certosina su ScaVio, con i giusti strumenti, ad avere una velocizzazione del team building su Champions?
«Può fare solo che bene. Un gioco che ti permette di ragionare così: “mi manca il tipo Acqua che mi serve, prendi il bigliettino, lo metti su HOME, lo metti nel pascolo, le EVs le metti con uno slider... Fa solo bene. Quello in realtà non può che essere preso bene, secondo me, come modifica. Possiamo parlare qui della modifica in corso d'opera di una stagione, ma in realtà eravamo arrivati a un punto in cui l'opinione comune su ScaVio era che “ok, anche basta”. Quindi è arrivata, ha fatto bene perché la gente ha cambiato gioco, tanta gente è tornata a giocare. Quindi in realtà sì, un pochino di dubbi c'erano ma è andato tutto bene.»
Per curiosità: stai giocando più su Switch o su cellulare? Io su quest’ultimo.
«Anch’io su cellulare per comodità.»
E a livello di Team, soprattutto complice la vittoria della VCL arrivata anche in volata (ci ha raccontato Carmine che siete passati in quattro partite dall'ottava alla prima posizione in cui avete concluso), com'è l'atmosfera? Com'è l'unione all'interno del team? C'è fiducia da parte di tutti in vista della competizione?
«Li vedo bene. Ci siamo visti a Livorno buona parte di noi il weekend scorso. È stato un bel weekend, abbiamo staccato le pile. Loro hanno fatto i professori, io per il lavoro sono arrivato all'inizio del weekend. C'è stato un bel momento tutti insieme. Io ho visto tanta gente che ci pensa, abbiamo fatto tanto per il Mondiale, ma nessuno che pensa che si sente stressato, che non ce la può fare, anzi tutti che hanno voglia di capire come arrivarci. Ed è giusto che sia così.»
E guardando anche oltre il mondiale, è rimbalzata varie volte la notizia dei cambiamenti di Championship Point rispetto a come abbiamo vissuto le stagioni sin qui. Come cambia poi l'approccio alle nuove competizioni? Cioè, i CP sono determinanti nella scelta dei tornei a cui partecipare, oppure quelli che arrivano arrivano e poi basta fare la somma e si ottiene l'invitation alla massima competizione? Ragionare in ottica di “voglio quei determinati CP” non era, diciamo, la tua mentalità all'epoca della Grand Challenge, semplicemente volevi fare il meglio di te, e il meglio di te era arrivare primo.
«No, non ho mai guardato i punti: io mi sono reso conto che potevo prendere il paytrip solo dopo che qualcuno me l'ha detto dopo la top 8, io stavo pensando solo al torneo in corso. Io penso che uno debba pianificare la stagione in modo intelligente, ma i regionali tanto ti danno lo stesso valore di punti, uno tenta in tutti i modi di fare Londra perché oggettivamente ha più punti degli altri. Ma secondo me è finita lì: uno quando verifica la stagione deve pensare a quando è pronto per fare i tornei, quando sa che può prepararli bene, quando sa che se ne mette troppi vicini magari soffre, non riesce a prepararli perché si sente soffocato e diventa pesante. Per me devi pensare alla tua prestazione, poi se il numero è 900, il numero è 1400, paytrip, non paytrip, tu hai l'invito, prendi l'invito, ma pensa prima a trovarti i tornei, tentare di vincerli, a fare bene. Per me dire “io voglio fare la stagione puntando a X punti” non è il modo giusto di vederla. Per me tu devi puntare alla stagione facendo il meglio che puoi. Il meglio che puoi, vuoi che basti per i Mondiali, quello è legittimo.
Per andare a un torneo e dire “ho fatto top 32, va bene per i Mondiali”, ci stiamo tutti un po' prendendo in giro. Chi si è trovato in top 32 vuole andare oltre. Poi ci sta che tu sia soddisfatto, anche io sono contento di aver fatto top 32 perché non è male, ma so che voglio fare meglio.»
Sì, perché chiaramente come in tutti gli sport e gli e-sport c'è chi è più risultatista quindi vuole quei CP, vuole quel risultato e tanto gli basta, e c'è chi invece vuole sentirsi proprio soddisfatto del percorso che ha fatto e vuole sentirsi soddisfatto delle squadre che ha usato. Perché utilizzare anche delle squadre che poi non ti hanno convinto, anche se ottieni un buon risultato, ti lascia più dubbi che certezze. Dato che sei portato a ripensare poi i membri del team per la competizione successiva.
«Allora, in realtà per la competizione successiva al team ci ripensi sempre. Poi di solito quanto ci ripensi è legato alla prestazione. Per esempio tra Francoforte e Danzica io non ho pensato a cambiare nessuno del mio team. Francoforte non ho fatto day 2. Però sapevo che la competizione era stata particolarmente sfortunata: il team era giusto, bastava solo aumentare la confidence con quella. A Danzica io non ho cambiato, l'ho sistemato, l'ho preso in mano, l'ho lavorato. Però secondo me il discorso è che è più scambiata la causa-effetto: se il team non ti ha convinto, probabilmente è perché non è stato abbastanza per il risultato, quindi ci metti mano fino in fondo; però se il team, anche se non ti convince, va meglio di quello che è, va benissimo, ogni risultato fa comodo, ogni risultato fa piacere.»
Una tua previsione di quella che potrebbe essere, non la tua chiaramente, ma in generale la top usage del Mondiale, sulla base anche di quello che hai avuto modo di esperire. Ti vuoi sbilanciare?
«I Big Six come primi sei in ordine sparso. Sneasler lì in mezzo che magari ruba il posto anche a Floette, e poi a seguire ci sarà tutto il resto: Staraptor perché sta prendendo piede, poi Raichu, poi Toxapex, poi Venusaur, che sono elementi che comunque stanno bene con questi membri. Però il primo sarà Kingambit, la prima mega sarà Charizard, in ordine sparso l'usage sarà questo. Poi col fatto che quasi nessuno rinuncia a Gambit, poi ci costruisci mille cose, quasi nessuno rinuncia a Charizard, poi ci costruisci mille cose: loro in alto, il resto dei Big 6, poi tutte le varianti.»
Quindi più certezze in continuità con quello che abbiamo visto da quando c'è Champions che qualche scelta esotica.
«No, le scelte esotiche ci saranno, ma poi giustamente sarà la mia scelta esotica contro la scelta esotica di qualcun altro, ma nel frattempo noi avremo tutt'intorno Kingambit, Charizard, quindi avremo un Kingambit altissimo e poi le varie scelte esotiche, ma sono il completamento della usage. Poi ci saranno scelte un po’ più rischiate ma la top 10 è delineata, questo è sicuro.»
E riguardo il Mondiale, ci sono dei giocatori che ti piacerebbe in particolare sfidare durante la Swiss o anche durante la Top cut?
«No, in top cut va bene chiunque. In top cut ormai chi becchi, becchi, tanto devi batterli tutti. Il giocatore che devo sfidare, come dico in ogni intervista, io voglio rigiocare con PokéAlex perché nel ‘23 ho perso la win and in, non l'ho più beccato. Ho un conto in sospeso da 3 anni. Tutti gli altri che volevo beccare, devo dire che durante questa stagione ho avuto il piacere di beccarli. Magari qualche giapponese in più per il gusto di giocarci. Paul Chua che era uno dei miei sogni, diciamo, di beccare, e l'ho beccato all’EUIC. Quindi sono riuscito ad avere il piacere di giocarci.»
E ci sono Pokémon o coppie in particolare che vorresti sfidare o vorresti evitare?
«Non avendo ancora il team deciso, è difficile da dire. Cambio il team, cambiano i matchup. Quindi magari ne locko uno: voglio evitare i rain perché è più tedioso da affrontare. Ne locko un altro: voglio evitare Trick Room. Ne locko un altro: voglio evitare Tailwind. È un po' presto per decidere qual è. Se voglio evitare qualcuno non voglio beccare Grimmsnarl perché mi sta antipatico, e Archaludon.»
Rispetto al mondiale scorso c'è una piccola grande novità ovvero lo spostamento di un match del day 2 al day 1, il primo mondiale che ti capita così. Nel 2024 ancora non c'era questa modifica. Cambia qualcosa a livello di gestione delle energie mentali?
«Qualcosa sì, però mi sono abituato, ho ricominciato a giocare con i 9 round. Quest'anno in Europa tutti i primi round sono 9 round. Fare il mondiale da 9 round per me vuol dire farlo come tutti i Major che ho fatto finora. Quindi sinceramente mi sento un po' riparato in una situazione del genere. Siamo riparati, noi europei. E ormai sei lì, secondo me non è un grandissimo problema.»


Con Champions voglio farti mettere in doppi panni, sia quello del giocatore navigato quale sei che provando a immedesimarti in un neofita, con il fatto che adesso l’HUD di Champions riporta tutte le informazioni possibili a schermo. Prima di tutto, il Deiv giocatore navigato, come prende questa cosa? Cioè, sapere anche le cose basilari, è importante per l'avversario? Magari non si ricorda i turni che c'è la Tailwind, che c'è la Trick Room, oppure la partita va come al solito?
«Allora, i turni contati in realtà è una cosa che è comodo vedere, quindi... su quello non c'è stato un grande impatto. Aiuta molto, secondo me, l'introduzione della Spectator: è molto comodo quando il match viene streamato, perché il commenter vi dice che ci sono 3 turni di Tailwind e viene il dubbio che fossero due, il commentatore può premere il tasto X, vedere e farà un commento più preciso. Questo, da navigato, è comodo perché puoi entrare nel match a metà, capire la situazione più concreta, magari ti vuoi prendere un calcolo, magari ti vuoi guardare qualcosa, tiri giù la testa dallo streaming un attimo per fare il calcolo che vuoi provare, la tiri su e la situazione non è persa. Per un neofita invece è lo stesso discorso ma dal punto di vista opposto: è difficile seguire la cosa, le stai ancora imparando a seguire; più sono chiare, più sono scritte, più sono facili da spiegare, meglio è per lui. Magari leggendo a schermo che mancano tre turni di Tailwind capisce perché il Whimsicott tuo protegge: perché così poi gli metti Tailwind contro che hai due turni riscatti invece di una, e inizia a entrare in queste meccaniche conservative.»
E nel prosieguo di Champions dopo il Mondiale, secondo te vedremo più Mega nuove? Perché ho visto che Raichu Y e Staraptor hanno impattato molto bene, molto pesantemente sul Meta. Oppure più Mega vecchie perché chiaramente si conoscono di più, le abbiamo giocate di più sin dagli esordi?
«Allora, mancano un pochino di mega nuove da mettere. Tipo Tatsugiri, Baxcalibur. Per le mega vecchie forse siamo quasi vicini alla fine, adesso non ricordo precisamente. Io ti dico, la Reg M-C ha due strade. Una è finire la Reg M-B, cioè mettere le ultime mega di Z-A, qualche oggetto nuovo, qualche altro Pokémon di quelli senza Mega: non fai un grande stravolgimento nel meta, vai avanti. Poi ne avevamo parlato a Livorno, mi ricordo che c'era qualcuno che con un'ottima base di ragionamento mi dava contro perché diceva “se devi pensare che comunque proprio Champions sta puntando molto su aumentare lo stream di se stesso, appunto di farsi pubblicità da solo…”
Sarebbe un rischio fare un'altra modifica blanda: la terza stagione di seguito in cui la gente vede Charizard, Whimsicott, Kingambit, Basculegion - certo con qualche team creativo ogni tanto, quella pick - uno se è neofita non capisce tutte le meccaniche e lo si perde. Quindi, come qualcuno diceva, ci sarà un cambio più drastico.»
Ci sta, anche perché io sono uno di quelli che aspetta l'introduzione delle Z nel meta, vabbè da fan sfegatato di Lucario ovviamente aspetto MegaLucario Z anche per le statistiche che gli hanno dato.
«Quella la vediamo sicuramente, effettivamente, te lo assicuro.»
E poi vediamo se oltre Floette arriverà qualche altro leggendario o misterioso. Anche se poi temo di nuovo che il meta possa rompersi di nuovo. Non serve nerfare Pugni Invisibili se poi arriva un altro Pokémon che fa più danni della grandine e più danni di quanti ne ha fatti Urshifu ai tempi d'oro.
«Se arriva Magearna siamo nei guai fino al collo, assolutamente, e quando arriverà Heatran saremo tutti nel panico, perché è molto forte, devastante, cioè non hai motivo di non giocarlo. Se arrivano i misteriosi è sempre un discorso strano e tipo se arriva Darkrai sicuramente sarà abbastanza buono, mentre Zeraora secondo me rimane un po’ nel medio che è. A me sembra che Magearna abbia il tipo migliore del gioco, l'abilità base che è fortissima, puoi boostarti l’Attacco Speciale, lo fai bulky, veloce, 170 di special attack, con quel tipo lì... se arriva Magearna è finita. Tutti giocano Magearna, chi non lo fa opta per Heatran.»
Praticamente si manda in panchina Floette, che è quello che si gioca di più, con una facilità imbarazzante.
«Sì, avremmo due Mega Steel che lo mangiano, Floette con loro soffre. Che non è male sotto un certo punto di vista, però poi diventa Heatran il problema perché batte Zard per Flash Fire, Floette appunto per il tipo, e la gente dice “passiamo dalla padella alla brace”»
Praticamente sì. Però sarebbero due di quei Pokémon, Heatran e Magearna, che ridurrebbero il dominio praticamente incontrastato di Kingambit. Non sarebbe più quello su cui si conta di più adesso. Anzi, probabilmente passerebbe a loro il titolo.
«Gambit ha un problema: soffre Basculegion, ma se lo togliamo Bascu diventa ancora di più una divinità con Wave Crash. Ed è uno dei motivi per cui Kingambit è sempre lì. Che altro? Non c’è Rilla, non c'è Raging, non c’è Thunderclap, che con uno di questi Basculegion spariva dal campo. Però ora non hai neanche un surrogato di questi Pokémon e non hai un Elettro forte, perché Rotom non lo è.»
In effetti abbiamo visto Bascu vincere le partite da solo al NAIC e l’unico che potrebbe fare qualcosa sarebbe Archaludon, ma non da solo visto che ha bisogno della Rain.
«E se c’è accanto Charizard risolviamo poco, e Archaludon è comunque uno di quelli che può battere Basculegion meglio di tutti però è in una situazione dove non puoi metterlo team e dire che hai risolto il problema di Bascu.»
Al più Raichu Y con Zap Cannon che entra al 100%.
«Raichu rischia di soffrire il Sucker Punch, però questo è vero: Raichu è una delle risposte più dirette ma Basculegion in questo modo può battere le tue risposte. Se non parte il Sucker arriva Wave Crash. Sia Y che sia X comunque non sono bulky, uno-due colpi torna a casa.»
In alternativa al giocatore potresti fare il commentatore tecnico perché uscirebbe uno streaming incredibile, c'è da dire. E questa è la dimostrazione.
«Quando andrò in pensione.» (ride, NdR)
Allora, ne parliamo fra un bel po' di anni perché vogliamo continuare a vederti sul campo assolutamente. Sarà un mese lungo perché non vedo l'ora di vedere te, Deiv, e tutti voi ragazzi al Mondiale.
«Per la preparazione sarà un mese veloce, quando ti metti a teambuildare non ti accorgi neanche del tempo che passa.»
Un sentito ringraziamento a Davide "HahaDeiv" Fazio per la simpatia e la chiacchiera piena di spunti da cui imparare.

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