“Non è mai troppo tardi per ricominciare”

Il ritorno di Nicholas Belometti

INTERVISTA

Elena La Verde

7/6/202614 min read

Quando mi risponde al telefono, la voce di Nicholas restituisce subito quella strana e affascinante dicotomia che appartiene solo ai grandi interpreti di chi gioca da un po’ di anni a competitivo: da un lato la disciplina sportiva e il pragmatismo da avere sul campo di gioco; dall’altro la passione viscerale di un “fossile” – come lui ama definirsi – di chi respira l’ecosistema competitivo fin dal lontano 2012.

Una densa e lunga chiacchierata a cuore aperto con una colonna del Team Aqua tra il suo ultimo risultato, Top 16 allo Special di Torino e l’uscita di Pokémon Champions, tra il ritorno delle Megaevoluzioni, l’analisi del meta attuale, la maturità e la mentalità agonistica da sviluppare nei grandi tornei, fino alla scoperta e alla soddisfazione di un ruolo dietro le quinte: quello di mentore.

Bentornato Nicholas! Come stai in questo periodo? So che sei una colonna del Team Aqua, ma per un periodo hai avuto una pausa dalle scene. Eppure, oggi, sei tornato. Cosa ha accesso la scintilla per tornare a calcare i campi da gioco competitivi?

La scintilla non si è mai spenta, ma è sempre stata lì. Ho dovuto spesso prendere delle pause per diversi impegni: c’è stato un periodo in cui facevo due lavori, oltre a giocare a calcio a livelli agonistici. Non avevo il tempo materiale. Tuttavia, quando tornavo a giocare, mi accorgevo di riuscire a stare sempre in alto, bene o male. Certamente, occorre differenziare chi gioca tutti i giorni per un anno e chi non guarda il gioco per due anni e poi rientra per cinque o sei mesi. Per questo, quando torno, a volte ho qualche dubbio nel non fare bene, però se poi guardo ai risultati, sia online che nei Major, alla fine i risultati stessi parlano da soli.

In generale, sono uno che se non può fare le cose fatte bene e con impegno, preferisce non farle. L'ho sempre detto chiaro: andare a rappresentare il Team Acqua senza prepararmi bene e facendo brutta figura, non mi va. Quest'anno le dinamiche lavorative si sono allineate e, complice l'insistenza anche dei compagni di team che mi dicevano continuamente "ma perché non torni?", ho deciso di rimettermi in gioco. Ecco la scintilla.

È vero, a livello attivo, negli ultimi due anni posso dire che ci sono state più pause che periodi di gioco, ma sono stati anni in cui ho fatto un lavoro di background, aiutando gli altri.

Ti definiresti un coach per questo lavoro di background? Alla fine, il coach fa questo.

No, ti spiego subito il motivo. Se si parla di testare con giocatori di livello alto, non mi definisco un coach. C'è gente che ha più risultati di me. Se tu hai più risultati di me e sei già ad un livello alto, io non devo insegnarti niente. Io ti posso aiutare a vedere un punto di vista in più, a provare un matchup cento volte per trovare la linea migliore in ogni scenario. Se testo con altri membri del team, ad esempio Dave o Leo, sono un loro helper, non il loro coach (si riferisce rispettivamente a Davide Fazio e Leonardo Bonanomi, ndr). Confrontarsi è fondamentale in questo gioco.

Chiarissimo. Tornando al tuo rientro, direi che sia stato decisamente esplosivo, culminato con una splendida Top16 all’ultimo Special Event di Torino. Soddisfatto del risultato?

Per come sono fatto io... sì, ma anche no. So che la Top 16 in un Major italiano è un traguardo difficilissimo e prestigioso, ma nell'ottica del giocatore competitivo non riesco a guardare il bicchiere mezzo pieno, per cui dici sempre: “Potevo fare meglio”. Comunque, bisogna cercare di avere sempre la giusta autocritica.

È la mentalità tipica degli atleti professionisti. Quanto conta avere questo tipo di approccio prima di una partita difficile? Se senti di avere una certa pressione sulle spalle, hai dei riti per calmarti o fai affidamento alla tua disciplina da sportivo?

La mentalità conta tantissimo. Prima di un torneo, sono agitato, ma ho l’agitazione positiva del "devo fare bene". Quando arrivo lì ed entro in partita, tendo a fare uno "switch mentale" e vado in totale focus. Finita la partita, stacco, e poi rientro di nuovo in focus. È una cosa innata che mi porto dietro dal calcio.

Wow! Mi viene da chiederti come fai a mantenere questa serenità mentale durante una competizione. Ci sveli il tuo segreto?

Nessuno segreto (ride quando lo dice, ndr). Sicuramente, quando ci si approccia ad una qualsiasi competizione, bisogna saper essere autocritici, come ti ho detto prima. Occorre saper analizzare lucidamente cosa si è sbagliato e andare avanti senza fustigarsi durante la competizione. Il "tilt" mentale è il peggior nemico di un giocatore, a prescindere dal suo livello, che sia un top player mondiale o un esordiente. Rimanere pragmatici è la chiave giusta per performare al meglio.

E poi è fondamentale mangiare bene e rimanere idratati. Sembra scontato ma non lo è. In qualunque sport, se hai una digestione pesante perché hai mangiato male, o hai bevuto poco, il corpo impiega energie lì e il cervello non riesce a connettere al 100%.

Sul tuo ritorno, galeotta è stata l’uscita di Pokémon Champions, prima disponibile su Switch, e ora su mobile? Cosa ne pensi a riguardo?

Che bella domanda! Sì, l'uscita di Pokémon Champions è stata galeotta. Io sono un "fossile", un nostalgico dei vecchi formati, e quando ho saputo che in Champions sarebbero tornate le Megaevoluzioni – che è da sempre la mia meccanica preferita – mi sono gasato. Molti giocatori competitivi preferiscono le Mega, perché riducono le variabili randomiche (RNG) rispetto ad altre meccaniche, come le Dynamax o le Teracristal. Una Mega prende 100 punti di statistiche e un'abilità fissa, fine: è tutto molto più calcolabile, strategico e controllabile.

Trovo che scindere il comparto competitivo delle lotte dai giochi principali, creare un’applicazione apposita e disponibile anche su mobile, sia una mossa aziendale azzeccatissima. Questo dimostra anche come il movimento competitivo sia cresciuto tantissimo negli ultimi anni, grazie all’immenso lavoro fatto da giocatori e streamer, come Pardo (Francesco Pardini) in Italia, o Aaron Zheng, in arte CybertronVGC, e Wolfe Glick negli Stati Uniti. È un progetto che stimola: il mix tra piattaforma mobile e il lavoro di anni degli streamer ha creato una bomba che genera tantissimo interesse.

Entriamo nel tecnico, parlando anche di game design e di nostalgia. Secondo te questo meta attuale, la Reg M-B, ricorda qualche formato del VGC passato, magari i vecchi formati con le Mega, che abbiamo già giocato? Se sì, dove ritieni che ci siano gli eventuali cambiamenti? O in generale, Pokémon Champions è un ecosistema a sé stante?

Domanda molto interessante. Pokémon Champions è un ecosistema a sé stante. Ci sono al momento forti restrizioni sull’usage dei Pokémon e sono stati tagliati strumenti, meccaniche e campi. Se da un lato servono ad agevolare l’ingresso dei giocatori casual, dal lato competitivo creano degli sbilanciamenti evidenti. In questo formato molto ristretto, alcuni Pokémon sono eccessivamente superiori ad altri. Le Mega vere, ma non sono Mega, sono infatti i tre demoni da me ribattezzati: Basculeigon, Kingabit, Sneasler. Di riflesso, anche Garchomp, perché non ci sono tipi Ground al momento.

Il più forte, anzi direi “sbroccato”, passami il termine, è Basculeigon: un Pokémon a cui non è possibile fare Bruciapelo, che ha una mossa come Omaggio ai K.O., che ad ogni kill subita aumenta di 50% il base power della mossa, che ha un boosting item, come l'Assorbisfera… anche se sono molti quelli con Acqua Magica, o volendo può essere Stolascelta, come può essere anche Focalnastro. Ti tira Ondaschianto, che ci sia la Rain o meno…È un qualcosa di poco bilanciato, che è devastante e punitivo, perché nel roster mancano counter naturali storici come Rillaboom o Amoongus.

Per quanto riguarda il fatto che siano tornate le Megaevoluzioni, rispetto ai formati del 2016, 2017 e 2018, dove le Mega sono state ampiamente giocate, oggi siamo in fasi diverse. Al momento, stiamo parlando di una Reg M-A conclusa e di una Reg M-B, che è ancora in via di sviluppo. La caratteristica di questo formato, rispetto ai precedenti citati, è l’uso della Doppia Mega nel team. Prima, esistevano dei team con la Doppia Mega, ma erano molto più sporadici e specifici. Normalmente ce n’era solo una, punto. Credo, comunque, che con l’introduzione di altri Pokémon e di altri oggetti potremo tornare ad avere una sola Mega nel team. Per questo motivo, vista in quest’ottica, ti dico che Pokémon Champions è un ibrido: un misto tra un ritorno al passato e un ecosistema a sé.

Parlando di Megaevoluzioni, il passaggio dalla Reg M-A alla Reg M-B ha introdotto nuove Megaevoluzioni provenienti da Leggende Pokèmon ZA. Quali sono, secondo te, le Mega più dominanti al momento, sempre che ci siano, e quali sono stati gli stravolgimenti più evidenti in questa transizione di regolamento?

Ti dico già da subito: al momento, la Reg M-B è molto simile alla Reg M-A e si sta evolvendo man mano. Tuttavia, ci sono alcuni archetipi che sono cambiati e si sono sviluppati meglio, come i team Rain con Swampert o con Metagross.

Se dovessimo fare una "Tier List" degli archetipi, come vedi lo scontro tra la nuova incarnazione dei Big Six (Basculeigon, Mega Charizard Y, Kingambit, Mega Floette, Garchomp, Whimsicott), i team Camerieri (due Mega che setappano con Pokémon di supporto, ndr.), i Rain team, esplosi con Mega Swampert, i Sun team con Tailroom (Tailwind o Trick Room), la solidità dei Trick Room con Mega Mawile, i Balance con Mega Metagross?

L’archetipo più forte per il momento è senza dubbio "Camerieri". Esistono diverse versioni con Floette, Incineroar, Sinistcha, Delphox, Blastoise. Ci sono i due Mega che setuppano con i diversi Pokémon che danno supporto, per esempio Incineroar, Basculeigon, Kingambit, Maushold. Si sono viste anche versioni con una sola Mega, quale Mega Floette, mentre gli altri lo supportano.

Ai “Camerieri”, si aggiungono in Tier S, i Sun team, che ad esempio abbiamo visto in finale al NAIC con il nostro Cicciott. Oppure con Tailroom, con Farigiraf su Basculeigon, come lo aveva l’avversario, Eric Rios. Oppure il Sun team classico con Whimsicott, Charizard, Floette, Kingambit, Garchomp, Basculeigon. Ora si sta evolvendo con Incineroar al posto di Kingambit per dare più solidità contro Mawile. Come ti ho accennato prima, sono tutte cose che già esistevano in Reg M-A e che in Reg M-B si stanno sviluppando. Al massimo, è subentrata l'Assorbisfera, ma per quanto riguarda i team Sun, quelli sono rimasti.

Ci sono poi i Rain Team, anch’essi sono molti forti, ma se giocati da giocatori esperti. Diversamente dagli altri, ad oggi, i team Rain non hanno una Mega che setta la pioggia all’ingresso. Dipende dallo switch manuale e devi fare più giri. È più macchinoso il discorso. Sicuramente, con l’introduzione di Grimmsnarl hanno acquisito più viabilità: con Burla e Monito, permette di avere una repositioning per le guerre di meteo, che prima diventavano più complicate.

Per quanto riguarda Mega Metagross, quest’ultimo ha da sempre statistiche mostruose ed è sempre stato un re dei formati con le Mega. Ad oggi, purtroppo, soffre l’enorme predominanza dei Sun team con Mega Charizard Y. Secondo me, bisogna esplorarlo e sono sicuro che uscirà più in là.

Sono dell’idea che Mega Metagross, insieme a Mega Swampert, resti comunque una delle Mega introdotte in Reg M-B con più risalto.

Infine, per quanto riguarda Mega Mawile, posso dirti che è forte, ma è più di nicchia.

Se devo farti un'analisi, per me al momento i Camerieri e i Sun team, rimangono i più solidi.

Sto pensando a Garchomp. È ovunque, top usage in quasi tutti i team. È il re indiscusso del raggruppamento offensivo del meta attuale. Come si spiega?

Garchomp è popolarissimo, perché ha un binomio di typing fantastico che countera naturalmente minacce come Sneasler, Kingambit e fa danni a Charizard con Frana. In più ha l'abilità Cartavetro che punisce i Pokémon fisici, in quanto prendono dei danni indiretti.

Di Ground forti, in questo formato, non ce ne sono. E se presenti, sono subottimali ad altro. Per farti un esempio, un altro Pokémon forte di tipo Ground, appena introdotto, è Swampert, ma si è inserito in Rain, in un contesto ben specifico. Ma se tu lo togli da Rain, non sfrutti i danni che può fare. È un altro discorso. A quel punto, ragioni e dici: “Perché fuori da Rain, non dovrei usare Basculeigon?”.

Ritornando a Garchomp, dapprima si usava con Baccacedro, poi siamo passati a Baccarcadè con Velenpuntura per reggere e contrastare i vari Floette o Sylveon nei mirror. Era molto forte.

Tuttavia, dato che poi siamo arrivati ad avere molti team composti perlopiù dagli stessi Pokémon, si continuava ad avere una continua situazione di Speed Tie, per cui dovevi cercare di aumentare la Speed per essere più veloce degli altri. Il punto è che poi siamo giunti ad avere Pokémon con le stesse velocità e al massimo. Garchomp, infatti, veniva giocato Jolly e max speed. Ora, con l'Assorbisfera e la natura Jolly, mantiene la velocità massima e con il moltiplicatore del boosting item, prende dei KO che prima gli mancavano.

Nelle Bo3, la flessibilità è fondamentale. Cosa ne pensi dei team Dual Mega (Doppia Mega) e di conseguenza portare due Pokémon con la Megapietra nella squadra da sei, per poi sceglierne uno solo in fase di Team Preview? Pensi che tolga lo spazio a strumenti che possono essere utili ad eventuali Pokémon, come i boosting item, o a prescindere da tutto, il vantaggio strategico è nettamente superiore?

La presenza della Doppia Mega nei team è causata dalla mancanza di alcuni strumenti, come la Bendascelta o la Lentiscelta, e dal limitato numero di Pokémon attualmente giocabili. Per il momento, avere un team con Doppia Mega è un vantaggio strategico incredibile quando sei in fase di Team Preview. costringi l'avversario a dover rispettare e calcolare due minacce opposte per typing, ma sul campo ne porterai solo una a seconda del matchup. Se l'avversario sbaglia la previsione in fase di lead, la partita è virtualmente finita. Non si applica solo in Bo1, ma anche in Bo3, quando giochi a lista aperta.

Lo abbiamo accennato prima: risultano sempre i soliti più forti, e lo indica anche l’usage. Al momento, sei quasi “costretto” a giocare con una Doppia Mega nel team.

Il punto è che mancano degli interpreti, per cui puoi sostituire alcuni Pokémon e fare altri tipi di scelte.

Facciamo un esempio. Prendiamo Sylveon. È l’unico Pokémon Folletto, attualmente viabile, che puoi giocare in alternativa a Mega Floette. Ma per altri Pokémon, non puoi fare lo stesso tipo di ragionamento. Quando buildi un team, non ci sono interpreti per cui ti chiedi: “Perché dovrei giocare questa Mega, quando potrei giocare quest’altra cosa e non usare lo stesso slot della Mega?” Sylveon, in qualità di interprete, ti permette di fare questo tipo di discorso. Non a caso ha vinto anche il NAIC recentemente, anche se in generale, in tutti i formati è sempre forte.

Una spiegazione eccellente, anche per chi non esperto del settore.

Ma adesso, vorrei entrare in una sfera più personale. Oltre il meta, di cui ne abbiamo discusso abbastanza, qual è in assoluto la meccanica che hai trovato più divertente e stimolante da giocare? Tirando una piccola classifica, resti fedele alle Mega, o ritieni che anche la Teracristal, la Dynamax e la Mossa Z, possono dire la loro?

Per me le Megaevoluzioni vincono a mani basse, è stato amore a prima vista. Subito dopo metto Teracristal e Dynamax a pari merito, infine, all'ultimo posto, la Mossa Z.

Se analizzassimo la Mossa Z o la Teracristal a lista chiusa e in Bo1, andrebbero dritte all'ultimo posto perché sarebbero un caos ingestibile.

Se facciamo una contro-analisi sulla randomicità, a parità di lista aperta, la Teracristal rischia di essere persino peggiore della Mossa Z. La Mossa Z non potevano avercela tutti i Pokémon del team, di base si concentrava su uno o due elementi specifici, quindi sapevi cosa aspettarti. La Teracristal, invece, pur a lista aperta, potenzialmente può essere attivata da chiunque in qualsiasi turno, stravolgendo i tipi elementali. In base a questo tipo di analisi, ti direi che la Mossa Z sta più in alto della Teracristal, ma..

Ma..Rivalutiamo la Mossa Z?

No. La Mossa Z resta all’ultimo posto. Avendola vissuta a lista chiusa in passato, ammetto che mi ha lasciato una specie di trauma competitivo (ride, ndr).

Hai accennato più volte alla differenza fondamentale tra giocare a Lista aperta e Lista chiusa. Tu quale delle due filosofie preferisci e che impatto pensi abbiano sulla mente di un giocatore?

Lista Aperta tutta la vita, senza alcun dubbio!

Sono comunque approcci diversi. Quando ti alleni a Lista Chiusa, costringi la tua mente ad abituarsi a scenari imprevedibili e a calcolare un numero infinito di variabili, perché al turno uno non sai assolutamente cosa hai davanti. Anche il Pokémon più comune potrebbe avere un set stravagante o una contromisura specifica per il tuo team, e tu non hai informazioni preliminari. Questo allena tantissimo il cervello, proprio perché devi navigare tra gli imprevisti.

Quando passi alla Lista Aperta, hai tutto lo scenario sotto controllo. A Torino, ad esempio, una cosa che mi ha aiutato tantissimo è stata l'introduzione delle Nature visibili sulle liste avversarie. Leggere la Natura significa poter calcolare all'istante le statistiche esatte e le spread (la distribuzione dei punti) dell'avversario. La Lista Aperta ti offre una quantità di informazioni tale che ti permette di ottimizzare al massimo ogni singola mossa.

Parlando di Megaevoluzioni, tra le nuove che sono state introdotte, ce n’è qualcuna che ti ha colpito particolarmente, anche solo a livello di puro design? O resti nostalgico e guardi alle Mega degli anni passati, nonostante tutto?

Se parliamo di design, io resto un nostalgico. Tra le passate, scelgo sicuramente Mega Gengar. Tuttavia, c'è un Pokémon nuovo che aspetto a braccia aperte, anzi spalancate. È Heatran, anzi Mega Heatran: spero gli diano un'abilità all'altezza, perché nel mondo Pokémon, le statistiche fini a sé stesse non bastano, se non hai l'abilità giusta.

Domanda secca e anche difficile, per un giocatore. Qual è il tuo Pokémon preferito di sempre, sia a livello di design puramente estetico che di utilità competitiva?

Se tornassi indietro nel tempo, il me bambino ti risponderebbe Snorlax. Ma ora crescendo negli anni, la risposta è un’altra. È facilissimo: Amoonguss.

Amoonguss è il Dio dei Pokémon!

Amoonguss è immortale. In qualunque formato, quando costruisci un team devi per forza pensare a quel fungo. Cura i Pokémon alleati, ha l’abilità Regenerator che si ricarica gli HP ogni volta che lo cambi, addormenta con Spora, reindirizza gli attachi con Polverabbia e se gli metti il Bitorzolelmo punisce chi lo attacca fisicamente, causando danni passivi. Quando ci giochi contro devi calcolare millemila variabili e ti disperi. Ha vinto pure i Mondiali diverse volte. È in assoluto il mio Pokémon preferito, non c’è molto da aggiungere.

Voglio fare un salto indietro nel tempo. Quando hai iniziato e qual è stato il momento esatto in cui hai capito che il mondo Pokémon non sarebbe stato più solo un passatempo, ma una sfida competitiva?

Quando uscirono Pokémon Bianco e Nero nel 2011.

Scoprii l'esistenza delle EVs (Effort Values) e IVs (Individual Values). All'epoca si faceva tutto a mano, era più complicato farmare (s’intende l'azione ripetitiva di compiere una specifica azione per accumulare risorse, punti esperienza o valuta virtuale, ndr).

Chi gioca dai primi titoli, se lo ricorda bene: passavamo le ore a girare nella mappa di gioco alla ricerca di Pokémon specifici; se dovevi portare al massimo i punti in Difesa, dovevi andare in giro a sconfiggere centinaia di Geodude o Graveler. Un lavoro mastodontico se ci pensi adesso.

Ho iniziato così a giocare in singolo nel 2012. Poi, guardando il trionfo di Wolfe Glick ai Mondiali del 2016, mi sono appassionato al Doppio e ho iniziato ufficialmente a competere tra il 2017 e il 2018.

Oltre al Nicholas giocatore, c’è anche il Nicholas mentore. All'inizio, mi dicevi che non ami definirti un "coach" in senso stretto. Eppure, mi hai raccontato che nell’ultimo periodo sei stato molto impegnato dietro le quinte, nell’aiutare gli altri. Da dove nasce questa transizione? E cosa ti dà più soddisfazione in questo ruolo?

Mi è sempre piaciuto aiutare gli altri, è una cosa che rifletto anche nella mia vita privata. Non mi definisco un "coach" in senso stretto, specialmente con i player di alto livello, perché come ti dicevo, se uno ha più risultati di me non ho nulla da insegnargli. In questo senso, mi sento più un helper: qualcuno che si siede con te, prova un matchup cento volte e ti aiuta a trovare la linea di gioco migliore contro ogni opzione avversaria.

Quest'anno ho avuto la fortuna di seguire un ragazzo di Roma, Alessandro Settimi, e voglio citarlo perché la sua crescita è stata la soddisfazione più grande del mio rientro. È un ragazzo d’oro e ho visto una crescita esponenziale in lui. Non aveva mai fatto un Day 2 in un Major e ora li centra con costanza.

Il merito è tutto suo, di Ale, perché io posso anche darti delle indicazioni, ma se non c'è il talento, l'ascolto e la voglia di analizzare i propri replay in modo autocritico non si va da nessuna parte. Vedere un giocatore come lui applicarsi, aiutarlo a migliorare la propria mentalità ed evitare i momenti di tilt, e poi raccogliere i frutti del proprio lavoro, è un'emozione che mi appaga infinitamente e mi dona un grande senso di completezza.

Ora che Pokémon Champions è uscito anche per lato mobile, parecchie persone si avvicineranno al competitivo. Che consiglio ti senti di dare a chi è agli inizi del proprio percorso, ma che sogna di raggiungere gli alti livelli della competizione?

Sembrerà un consiglio banale, ma è l'essenza del gioco.

Primo: non provate a buildare subito. Oggi su internet e Twitter ci sono i team dei migliori giocatori del mondo già preconfezionati (Rental Team). Prendete quelli e usateli per capire le meccaniche del gioco. Secondo: Pokémon è un gioco individuale sul campo, ma ci si prepara in gruppo. Andate ai tornei locali (Local), frequentate la community, cercate persone con cui legare e stringere amicizia per testare insieme. Terzo: sviluppate un fortissimo pensiero autocritico. Capire subito gli errori evita di fossilizzarsi su preconcetti sbagliati difficili da correggere in seguito.

Questo è il momento perfetto per iniziare perché il formato mobile di Pokémon Champions è più accessibile e ci sono tantissimi mezzi di informazione che ai miei tempi sognavamo. Quando io ho iniziato, scoprire l'esistenza degli EVs e delle Nature sui vecchi forum sembrava una cosa folle; oggi è tutto a portata di mano.

E al tempo stesso, quale consiglio daresti, a chi ha smesso di giocare per motivi personali, ma sente ancora quella passione bruciare dentro che, in fondo, rende così difficile allontanarsi davvero?

Questa è difficile, la vivo sulla mia pelle. La risposta romantica è: se ti manca e non vuoi avere rimpianti, torna a farlo. La risposta pragmatica è: valuta se riesci a starci dietro senza andare in burnout. Gestire i turni di lavoro, le relazioni, gli allenamenti, e poi infilare ore di testing maniacale di notte è pesante. Per preparare Torino ho testato 5-6 ore al giorno per un mese dormendo pochissimo, e l'ho accusato molto a livello fisico e mentale, ero stremato.

Il consiglio mediano che do, a chi è immerso negli impegni della vita adulta, è di non fare necessariamente un'intera season stressante, ma di selezionare gli eventi. Non serve l'ossessione dei punti; fai i local; prendi un weekend di pausa dal lavoro, prepara bene quell'unico Major all'anno e vai a goderti l'esperienza della competizione e della community. Non è mai troppo tardi per ricominciare, basta trovare la propria giusta dimensione.

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