
Benvenuto nel Team Aqua, Sebastiano “Trinki” Trinchitelli!
Intervista al nuovo membro della squadra VGC
INTERVISTA
Carmine Cusati
10/29/20267 min read
Diamo un caloroso benvenuto a Sebastiano Trinchitelli! La nuova stagione è in pieno svolgimento e il roster del Team Aqua si è arricchito di un nuovo nome. Abbiamo deciso di fare le presentazioni nel modo migliore: sederci a parlare con lui di regionali, cadute, risalite e di un idolo da cui imparare.
Per molti giocatori l'ingresso in un team strutturato è un salto nel buio; per Trinchitelli somiglia piuttosto a un ritorno a casa. Prima di indossare la maglia da giocatore, infatti, ha fatto parte dello staff dello Sportello VGC, e il Team Aqua è sempre stato nel suo orizzonte. Il suo è un percorso fatto di tornei pieni di un'indole competitiva che, come vedremo, non fa sconti nemmeno a sé stesso.
So-Taro


Per capire Trinchitelli bisogna partire da dove ha cominciato a gravitare. Conosce bene l'ambiente perché faceva parte dello staff dello Sportello VGC, e da lì il legame col team ha preso forma:
“Ho sempre vorticato attorno al Team Aqua come un satellite, prima di entrare come giocatore”.
Con gli altri tutor dello Sportello, Ivan, Filippo e Fausto, ha creato un server Discord nato come semplice gruppo di amici, aperto circa tre anni e mezzo fa. Oggi è un punto di ritrovo per chillare e per giocare competitivo, e Trinchitelli continua a sentirsene parte:
“Prima eravamo solo quelli dello Sportello, adesso si è aperto ad un grande gruppo di persone”.
Il suo cammino da giocatore, però, non è stato lineare. Inizia con Sole e Luna nel 2017, da Senior, giocando tantissimo nel Battle Spot e partecipando solo a qualche torneo local. Poi la pausa: durante l'era Spada e Scudo non aveva modo di giocare perché non possedeva una Switch, in un periodo che ricorda così:
“Era un po’ quella fase dell’adolescenza dove inizi ad avere difficoltà a dire che giochi con i Pokémon!”.
Il ritorno arriva con Scarlatto e Violetto, quando si trasferisce a Pisa per studio: lì la scena competitiva è più ampia, ed è proprio lì che conosce le figure più importanti del Team Aqua e dello Sportello.
Il momento della svolta: “Quando hai preso più seriamente il gioco?”
Il primo regionale è Bologna 2024, ma la storia sarebbe potuta cominciare prima: voleva partecipare a Torino 2023, rinunciò all'ultimo secondo per l'università e da allora quel viaggio mancato è rimasto un rimorso. A spingerlo oltre c'è Graziano, ragazzo conosciuto a un torneo a inizio 2023: con il loro team condiviso, dopo i test fatti insieme, aveva fatto molto bene, e da allora non ha mai smesso di insistere perché andasse ai regionali.
“Se adesso sono il giocatore che sono, è anche merito di Graziano perché insisteva che andassi ai regionali”.
Bologna parte nel peggiore dei modi, con uno 0-2, ma la rimonta è da ricordare: 7-2 dopo il primo giorno. Dietro i risultati c'è anche una questione molto concreta, quella di conciliare la vita da studente con quella da giocatore:
“Non è facile conciliare le possibilità di un universitario ed i tornei, perché comunque si tratta di prendere aerei e stare via a lungo".
A formarlo hanno contribuito, oltre a Graziano, i ragazzi dello Sportello e il Pardo.
Il punto più basso arriva con l'EUIC 2025. La preparazione stava andando benissimo e Trinki si sentiva prontissimo, ma con un po' di sfortuna chiude 0-3, la sua peggiore performance in assoluto. La delusione è tale da spingerlo vicino al ritiro momentaneo, e oggi lo racconta senza giri di parole:
“Ero così deluso da me stesso che non ho continuato il torneo, cosa sbagliatissima e che sconsiglio perché magari se ne usciva un 5-3 che mi ritirava su il morale”.
A rialzarlo è stato proprio Ivan, che lo ha aiutato a ricostruire l'autostima: “Ivan mi aiutò molto dopo l’EUIC 2025”.
Un episodio che dice molto del suo carattere.
“Sono una persona che queste cose le vive molto visceralmente, sono sempre stato un agonista dentro”: non è il tipo che riesce ad accontentarsi anche quando il torneo va male.


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Verso la top… ed il top: “Che prospettive hai per la stagione, oltre a qualificarti al mondiale?”
Dopo l'EUIC Trinki ha rimesso seriamente in discussione le proprie capacità, ma i risultati arrivati subito dopo sono stati decisivi per tenere acceso lo spirito e per non rinunciare al suo stile di gioco. Dopo la forte performance della stagione 2026, si sente motivato ad aumentare il ritmo ed a partecipare a quanti più regionali gli è possibile. E il traguardo dichiarato guarda oltre i punti di riferimento oggettivi:
“Penso che devo ancora fare quello scalino da buon giocatore a top player. Non sta a me decidere se ci riesco, ma so che posso farlo con l’aiuto dei miei nuovi compagni. Non ti nego che vincere un regionale è un mio obiettivo, anche per gli anni futuri!”.
Lo stile è quello di chi gioca counter al meta: Trinki cerca di battere il Tier 0 del formato e non si riconosce nei giocatori che scelgono il team più forte e fanno bene con quello.
“Non mi sento un giocatore da ‘Big 6’ o da Balance, colui che prende il team più forte del formato e fa bene, perché non è il mio stile di giocatore… vincere i mirror e questo tipo di 50/50 non fa per me”.
Si definisce calcolatore ed analitico: vuole capire l'avversario e le sue intenzioni per poter giocare aggressivo nel modo corretto. Anche la preparazione è cambiata: se prima Trinchitelli ladderava fino all'esaurimento, oggi al gioco su cartuccia si affianca la visione di partite di tornei passati giocate dai top player.
Durante l’intervista, Trinchitelli ricorda Lille 2026 per sottolineare questo stile di squadre. La scommessa di quel torneo è stata ottima, anche se ammette che l'informazione arrivava dai top player del Team Aqua, quindi non farina del suo sacco. Non è stato semplice abituarsi a questa call: la squadra Pokémon gli è stata consegnata una sola settimana prima del torneo ed ha dovuto imparare tutti i matchup al volo. A Nizza, nella stagione 2027, la scommessa sulla squadra più comfortevole non ha pagato ed il debutto con il team si è chiuso 4-4. Ora Trinchitelli si sente pronto a resettare e a performare di nuovo, portando anche idee off-meta che possano funzionare per specifici meta: è già abituato a lavorare in squadra, dopotutto!
Il modello: “Cosa vorresti rubare di Edu, delle sue abilità?”
La flessibilità è il tratto che Trinchitelli vuole costruirsi, ed il modello è chiaro:
“I giocatori forti sanno giocare tutto, e sto imparando man mano ad essere il più malleabile possibile; ad esempio, Edu sa giocare tutto!”.
Eduardo Cunha… per il nuovo giocatore del Team Aqua è molto più di un esempio: è il suo idolo. Trinchitelli ha ricominciato a giocare proprio dopo aver assistito alla sua vittoria in finale ai Mondiali di Londra 2022, e non immaginava che sarebbe arrivato a prepararsi per un torneo con lui, cosa che accade sin da Lille 2026.


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In particolare a Lille, racconta, Edu stava attraversando un momento difficile e gli scrisse un messaggio in cui diceva di pensare di star buttando soldi partecipando al torneo quel weekend. Alla fine il nostro amato portoghese arrivò secondo, e per Trinchitelli fu un motivo in più di ammirazione. Alla domanda su cosa vorrebbe rubargli, dopo questa lunga presentazione la risposta arriva con una mezza risata, mezza verità: “le mani, le mani ed il cervello”.
Più seriamente, poi, specifica di ammirare la capacità di prevedere la partita sin dalla Team Preview, di vedere come andrà nei turni successivi.
Dalla Tera alla Mega: “Come ti sei sentito con il cambiamento verso Pokémon Champions?”
Il passaggio da Scarlatto e Violetto a Champions non lo entusiasma, e lo ammette senza giri di parole:
“Faccio difficoltà perché spesso, o meglio quasi sempre, si portano 2 Mega. E queste 2 Mega sono complementari tra di loro, si battono a vicenda e c’è un grande mind-game su chi porta cosa. Non succedeva con la Tera, perché la Tera era applicata a tutti i Pokémon.” Continua poi rendendo chiaro il suo pensiero, che poi diventa un obiettivo: “Riconosco che questo non mi piace, che devo migliorare sotto questo aspetto. Ci tengo a questo gioco, cercherò di fare il meglio che posso in qualsiasi formato".
Le preferenze di gioco sono precise: come esempio, durante l’intervista Trinchitelli mi dice schiettamente che non è un fan di Mega Charizard e preferisce soluzioni molto più control, anche se, qualora fosse la giocata giusta per un torneo, lo porterebbe comunque. Adora i team basati su Bruciapelo, sui Camerieri o sul setup: in generale, dare fastidio all'avversario per mettersi nella posizione migliore per fare danni ingenti.
Ai regionali Trinchitelli non va solo per competere: gli piace visitare le città e giudicare le venue che ospitano i tornei. Bologna resta nel suo cuore, per la nostalgia del primo regionale e per la vicinanza ad alcuni suoi amici. Con un occhio al futuro per Stoccarda, invece, non ha ancora deciso del tutto cosa giocare.


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Un debito di riconoscenza
Il primo pensiero, quando si chiude l'intervista, va a chi lo ha portato fin qui: i ragazzi dello Sportello, Ivan, Fausto e Filippo, grazie ai quali ha potuto fare il salto a giocatore del Team Aqua a tutti gli effetti. Poi una promessa, rivolta a Pardini:
“Ringrazio anche il Pardo per l’occasione che mi sta dando. A Nizza non sono partito bene, ma con il tempo dimostrerò che questa decisione gli sarà ripagata!!”.
Un ringraziamento speciale a Sebastiano Trinchitelli per la disponibilità e la sincerità con cui ha risposto a queste domande! Il suo spirito determinato dalle emozioni viscerali è solo da ammirare.

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